In un recente reportage effettuato dall’Osservatorio Vega sulla sicurezza e l’ambiente, è emerso che la provincia di Terni si colloca in una posizione preoccupante riguardo gli incidenti mortali sul lavoro. Questo studio ha esaminato gli eventi tra il 1° gennaio e il 31 ottobre dell’anno corrente, rivelando che Terni ha il più alto tasso di mortalità sul lavoro, con un indice di incidenza del 96,4% basato su 82 mila occupati. Questo dato mette in evidenza una situazione critica rispetto ad altre province come Crotone, Teramo, Rieti e Nuoro.
A livello nazionale, l’Italia ha registrato 868 decessi legati al lavoro, di cui 672 durante l’esercizio delle proprie mansioni professionali, un incremento del 2% rispetto all’anno precedente, e 196 durante il tragitto casa-lavoro, una diminuzione del 21,6%. La Lombardia si distingue per il più alto numero di decessi sul lavoro, seguita da Campania, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Lazio, Sicilia e altre regioni.
Inoltre, l’Osservatorio ha segnalato che le regioni dell’Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Basilicata presentano rischi maggiori, con un tasso di incidenti mortali sul lavoro superiore alla media nazionale. Il settore delle costruzioni è il più colpito, seguito da trasporti, manifattura e commercio. La fascia d’età più a rischio è quella tra i 55 e i 64 anni. Tra le vittime, 38 donne hanno perso la vita sul lavoro, mentre 21 nel percorso casa-lavoro.
Queste statistiche sottolineano l’importanza di una maggiore sicurezza sul lavoro e di un’attenzione costante alla prevenzione degli infortuni.