Sempre più cemento in Umbria. Lo certifica l’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nel suo ultimo rapporto. Secondo i dati ogni cittadino umbro dispone di 517 metri quadri di suolo cementificato, una cifra che supera notevolmente la media nazionale italiana.
Nel solo 2022, l’Umbria ha visto la trasformazione di 65 ettari di terreno naturale in aree cementificate, equivalenti a circa 120 campi da calcio, segnando un incremento del 44% rispetto al 2021. Questa percentuale di consumo di suolo è del 42% superiore alla media italiana, nonostante le similitudini in termini di prodotto interno lordo, addetti dell’industria e delle costruzioni.
Il rapporto Ispra evidenzia una situazione particolarmente critica nei capoluoghi di Perugia e Terni. A Perugia, la media di suolo cementificato per abitante è di 539 metri quadrati, mentre a Terni è di 453 metri quadrati, entrambe cifre ben al di sopra della media nazionale di 364 metri quadrati.
Analizzando il consumo di suolo in relazione all’estensione territoriale dei comuni, Bastia Umbra emerge come il comune con la percentuale più elevata, con il 25,7% del suo territorio ormai cementificato. Seguono Corciano con il 14,7%, Terni con il 12,6% e Perugia con l’11,3%. Questi dati riflettono una tendenza preoccupante verso una maggiore urbanizzazione a scapito delle aree verdi.
[…] e ridurre il rischio di alluvioni a valle. Egli propone il ripristino della salute del suolo, la cessazione del consumo di suolo e l’adozione di misure che riducano gli effetti dell’impermeabilizzazione e […]