Sviluppo economico, Umbria avanti piano: “Pnrr sarà la chiave”

Il rapporto dello Svimez evidenzia nel 2023 una crescita regionale inferiore al resto del Paese. Ma la situazione nei vari settori è molto varia

 

L‘Umbria crescerà poco o niente, sicuramente meno della media nazionale. Lo dice lo Svimez, l’agenzia per lo sviluppo industriale del mezzogiorno nel suo rapporto. L‘Umbria dovrebbe crescere dello 0,3 percento, contro lo 0,5 nazionale. In entrambi i casi si tratta di percentuali inferiori alla media delle regioni del Centro (+0,7 nel 2023 e +0,5 nel 2024) e dell’Italia nel suo complesso (+0,7 sia per quest’anno che per il prossimo).

Le variazioni del Pil

Nell’anlisi dal 2008 al 2002, il Pil dell’Umbria ha subito diverse variazioni importanti:  – 17,1  nel periodo 2008-14, il doppio della media nazionale, mentre tra 2015 e 2019 la crescita è stata sostanzialmente in linea con il resto del paese (5.3). Il periodo del Covid ha visto un calo netto (-9,9%) mentre nell’ultimo biennio,  dove ovviamente le cose si sono riequilibrate, la crescita è stata del 13.9 percento

La crescita del valore aggiunto

Alla voce “contributi alla crescita cumulata 2021-2022 del valore aggiunto extra-agricolo” l’Umbria vede l’industria contribuire per il 43,5 percento (contro il 21 nazionale), le costruzioni per 11,6 percento (contro 13,4), i servizi per il 44,9 contro 65.3 percento. I primi due dati molto superiori alla media del centro, il secondo molto inferiore.

Le altre voci chiave

All’indicatore “Posizione delle regioni italiane nelle graduatorie europee per quota di donne nei profili STEM e quota di professionisti STEM su totale occupazione” l’Umbria è messa bene: quarta dietro Friuli Venezia-Giulia, Toscana ed Emilia Romagna, con una media di 70 su 100.

Relativamente alla percentuale di laureati nella fascia 24-35 anni, l’Umbria fa segnare il 39,5 nelle donne e il 21,5 fra gli uomini, dati mediani rispetto alle regioni italiane (settimo e terzo posto, rispettivamente).

Pnrr contro la recessione

Secondo l’analisi presentata da Svimez il Pnrr è visto come l’elemento chiave che impedisce al Paese di cadere in una recessione significativa. Lo Svimez pone in evidenza come, in assenza del Pnrr, l’Italia si troverebbe in uno stato di recessione generale, con un impatto ancora più grave nel Sud, che senza la piena attuazione del Piano rischia di sperimentare una recessione più profonda rispetto al resto del Paese. Ma i ritardi, sottolinea amaramente Svimez, non lasciano ben sperare.

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