Dopo il centro-sinistra, anche Fratelli d’Italia ha indetto una conferenza stampa per contestare l’operato di Stefano Bandecchi, ancora più pesante perchè arriva a margine del ritiro della dimissioni. Presenti tutti e cinque i consiglieri comunali del partito della Meloni.
“Bandecchi ha cercato di dare la colpa alla compagine amministrativa, ma la colpa è del manico. Noi non abbiamo mai creduto alle dimissioni, era solo un gioco. Come fai a non fare nulla di quello che hai annunciato in otto mesi. Fra le cose che imputiamo a Bandecchi c’è la diminuzione dei soldi per il welfare, i “guerrieri del verde” che si sono estinti nella boscaglia e non aver stretto nessun contratto importante per rilanciare la città. Anche sul dissesto, dopo essere stati insultati, abbiamo assistito oggi ad una inversione a U”, sottolinea Marco Celestino Cecconi.
Orlando Masselli: “Dopo gli insulti, il sindaco mi ha ringraziato per il lavoro svolto ed i soldi che ho lasciato come assessore al bilancio. Per il resto è solo una politica degli annunci. La crisi politica è tutta interna al suo partito c’è ancora ed è grossa. Lui non c’è mai, non partecipa alle giunte o partecipa da remoto, gli atti sono firmati dal vicesindaco, il vero deux ex machina. Gli altri sono tutti capaci solo di alzare la mano e dire che tutto va bene”.
Roberto Pastura: “Bandecchi ha fatto il ballo di San Vito. La lettura dei fatti che ci consegna la realtà è che i due assessori di cui si diceva fossero dissidenti hanno giurato fedeltà al sindaco e subito dopo il sindaco ha ritirato le dimissioni. C’è schizofrenia. Da un lato si racconta che oggi è un’oasi dove prima c’era il deserto, ma in realtà abbiamo censito 23 incompiute: gestioni rifiuti, trasporto pubblico locale, Progetto Terni 300.000 e la valorizzazione dei borghi sono solo alcune”. GUARDA LA VIDEOINTERVISTA CON PASTURA
Cinzia Fabrizi: “Bandecchi utilizza la città come palcoscenico per salire sulle cronache nazionali e far parlare di sè, è riuscito a far parlare di Terni in Italia ma solo in termini negativi: questo è umiliante per la città. Se i suoi consiglieri accettano di essere rieducati, noi no”.
Elena Proietti: “Un sindaco che dà le dimissioni e le ritira dopo 7 giorni non è affidabile. Inoltre nessuno fra consiglieri ed assessori ha messo sul tavolo le dimissioni, quindi vuol dire che non ha autorità nemmeno sul suo partito. Dentro al suo partito ci sono persone che hanno appetiti che non sono soddisfatti. Fuori da Terni Alternativa Popolare ha fallito dovunque: Terni, Trentino, Lazio, Reggio Calabria. Al di là del turpiloquio e delle fioriere, si è perso solo tempo: ha fatto anche saltare la riunione sull’accordo di programma su Ast”.
FdI sottolinea l’incompiuta più grande: “Su Ast è tutto pronto, la Ue ha dato l’ok ai 300 milioni, gli altri soldi sono sul tavolo. C’è bisogno che il Comune faccia la bonifica della discarica di Villa Valle. Non è stato fatto niente. Questo rischia di far saltare il progetto. Inoltre, tantissime incompiute sul personale, ha solo trasformato la città in una caserma. Sul motodrome si è dimenticato di dire che faceva parte del suo programma, scaricando le responsabilità su un candidato del suo partito. A Terni non ci sono gli spazi per farlo”