Sanità, De Luca (M5S): “Spese per contratti esterni decuplicata”

In Umbria, il fenomeno è ormai divenuto strutturale," ha dichiarato De Luca, evidenziando la gravità della situazione

Thomas De Luca, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ha lanciato un allarme riguardo all’aumento esponenziale delle spese per i contratti di lavoro autonomo all’interno delle strutture sanitarie regionali, sottolineando un trend preoccupante che negli ultimi cinque anni ha visto un incremento decuplicato. “In Umbria, il fenomeno è ormai divenuto strutturale,” ha dichiarato De Luca, evidenziando la gravità della situazione.

Sotto la gestione del centrodestra, guidata da Tesei, scrive De Luca, le spese per i professionisti medici e infermieri ingaggiati esternamente dalle aziende sanitarie umbre per soddisfare le necessità ordinarie, che non possono essere coperte dal personale regolare, hanno raggiunto cifre allarmanti. Dopo ripetute richieste di chiarimento, rivolte all’assessore Coletto tramite tre diverse interrogazioni, i dati emersi illustrano un quadro desolante: la spesa è salita da 237.000 euro nel 2019 a 2.390.000 euro nel 2023.

Questo aumento spropositato, sebbene in parte giustificato dall’emergenza pandemica tra il 2020 e il 2022, riflette un marcato indebolimento del sistema sanitario pubblico, che non riesce più a trattenere i professionisti all’interno delle proprie strutture. “La differenza tra il 2019 e il 2023 evidenzia un sistema sanitario che perde pezzi,” ha commentato De Luca, indicando anche una fuga di professionisti verso altre regioni, attratti da migliori prospettive professionali.

Analizzando i dettagli, emerge che la Usl Umbria 2 rappresenta l’entità con il maggiore ricorso a questo tipo di contratti, con una spesa nel 2022 che sfiora i 2 milioni di euro, a fronte dei 991.000 euro della Usl Umbria 1, dei 498.518 euro dell’azienda ospedaliera di Terni e dei soli 30.000 euro dell’azienda ospedaliera di Perugia. Nonostante la normativa (art.7 dlgs 165/2001) consenta l’assegnazione di incarichi autonomi a esperti specializzati per esigenze temporanee e altamente qualificate, in Umbria tale pratica sembra aver assunto una natura permanente, sollevando preoccupazioni non solo per l’aggravio di spesa ma anche per le potenziali ripercussioni tecniche, dato che questi professionisti esterni non sono integrati stabilmente nelle équipe.

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