L’Umbria ha mostrato un quadro sostanzialmente positivo nella gestione della qualità dell’aria nel 2023, come rivelato dai dati diffusi da Arpa Umbria. La conferenza di presentazione, che ha visto la partecipazione di figure chiave come il direttore generale di Arpa Umbria, Luca Proietti, e l’assessore regionale all’ambiente Roberto Morroni, ha sottolineato il rispetto dei valori limite del particolato atmosferico PM10 in tutte le postazioni di misura della regione.
La relazione ha evidenziato una costante riduzione del numero di superamenti giornalieri del PM10, nonostante i valori più elevati registrati nell’area della Conca Ternana. In particolare, la postazione di Terni – Maratta ha segnalato il maggior numero di superamenti giornalieri, parzialmente attribuibili a eventi naturali come il trasporto di polveri dal Sahara.
Significativo è stato anche il rispetto dei valori limite per altri inquinanti come biossido di azoto, PM2.5, biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene e piombo. Il benzo-a-pirene, un composto chiave nella famiglia degli idrocarburi policiclici aromatici, ha mantenuto i valori entro l’obiettivo normativo, mostrando una tendenza alla stabilità negli ultimi anni.
Nonostante il quadro generale positivo, alcune preoccupazioni permangono. Il nichel, ad esempio, ha mostrato valori elevati nella sola area di Terni, superando il valore obiettivo, presumibilmente a causa delle emissioni dalle attività del polo siderurgico vicino. Anche l’ozono rimane una sfida, con solamente sei stazioni su nove che hanno rispettato il valore obiettivo nel 2023. “L’azienda, tuttavia – rivela Proietti -in collaborazione con l’Università degli studi di Perugia, ha elaborato uno studio sugli effetti che l’esposizione al nichel ha sui lavoratori e più in generale sulla salute umana”
La nuova direttiva dell’Unione Europea sulla qualità dell’aria, in via di approvazione, pone obiettivi più ambiziosi e in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ciò richiederà un potenziamento delle capacità analitiche per valutare nuovi inquinanti, come le Polveri Ultra Fini e le particelle carboniose. L’Umbria, dunque, dovrà mantenere alta l’attenzione e adeguarsi a questi standard più severi per assicurare una qualità dell’aria ottimale.