“Con profondo dispiacere, annuncio la mia decisione di dimettermi dalla carica di capogruppo in Consiglio regionale dell’Umbria per Lega Salvini Premier e di rinunciare al mio ruolo di sostenitore attivo della Lega, dopo oltre 17 anni di dedizione e impegno durante i quali ho affrontato stagioni più entusiasmanti e stagioni più dure”.
A scrivere la nota è Stefano Pastorelli, leghista della prima ora e ormai ex capogruppo del Carroccio a Palazzo Donini. Un terremoto vero e proprio nel partito a livello regionale e soprattutto per la presidente Donatella Tesei, la cui posizione, nonostante la ricandidatura, è sempre meno solida.
Pastorelli sottolinea che non è quindi una questione di numeri e percentuali: le motivazioni che lo hanno indotto a lasciare la Lega sono “solamento a destra della Politica europea:ho osservato con crescente preoccupazione una deriva estremista di destra nelle politiche europee del partito” e streettamente a livello più locale “l’accentramento del potere nell’Altotevere”. Pastorelli, è bene ricordarlo, è originario di Assisi.
L’ormai ex leghista parla della necessità di “equilibrio e dialogo, ondamentali per una politica costruttiva e inclusiva, valori che hanno da sempre contraddistinto la mia visione e anche l’azione politica della Lega” e poi di una centralizzazione delle decisioni, con scarsa rappresentatività dei territori.
” La mia fede nel futuro politico e l’impegno nel centro-destra non sono assolutamente in discussione”, dice Pastorelli annunciando che ora avvierà un percorso di riflessione.
n casa Lega gli rispondono stizziti. In una nota, il segretario Riccardo Augusto Marchetti ci va giù pesante definendo le parole di Pastorelli: “una serie di falsità assemblate col solo obiettivo di infangare il movimento”, attribuendo al Consigliere motivazioni personali piuttosto che un genuino dissenso politico.
Sulla deriva a destra, Marchetti rimarca la coerenza del partito rispetto al gruppo di Identità e Democrazia, e accusa Pastorelli di aver ignorato tale allineamento quando si candidò alle elezioni per il Parlamento Europeo cinque anni fa. “Noi rimaniamo coerenti, mentre Pastorelli loo fece solo per assecondare la sua brama di avere uno scranno,” attacca Marchetti, suggerendo che le ambizioni politiche di Pastorelli abbiano preso il sopravvento sui principi.
Inoltre, il Segretario della Lega Umbria replica sulla questione territoriale: “ il direttivo ha al suo interno rappresentanti di tutti i territori e l’unico mio vicesegretario vicario, Valeria Alessandrini è di Terni,” ribadisce Marchetti,
Il dibattito si inasprisce quando Marchetti anticipa una possibile defezione di Pastorelli dal partito, interrogandosi pubblicamente sulla futura “casacca” che il Consigliere potrebbe indossare in vista delle prossime elezioni. “Rimaniamo in fervente attesa di conoscere, anche se non serve un fine intuito, quale sarà la nuova casacca che Pastorelli indosserà per ricorrere la tanto ambita rielezione,” conclude Marchetti, che chiede le dimissioni “quelle stesse che lui ha invocato quando la Lega perse un consigliere (Peppucci) in questa legislatura”