Non si placa la polemica dopo le dimissioni di Mascia Aniello dalla Giunta Bandecchi. Le accuse dell’ex assessore verso il titolare dello sviluppo economico Sergio Cardinali, la risposta di quest’ultimo, ora la controreplica, nella quale si inserisce, via Instagram, lo stesso sindaco.
Aniello rilancia, in una nota. Secondo l’ex membro della Giunta, le dichiarazioni dell’attuale assessore allo sviluppo economico, Cardinali, sono caratterizzate da una combinazione di “ilarità e pena”, evidenziando una “distanza siderale tra le interazioni private e i comunicati pubblici” degli ex colleghi. Aniello denuncia di essere stata attaccata come donna nel tentativo di piegare la sua intransigenza e il rispetto delle regole.
La ex assessore accusa Cardinali di non aver informato le procure sulle condizioni delle falde acquifere, contaminate da cromo esavalente e nichel. Aniello sostiene che le condizioni delle falde sono state descritte ripetutamente all’intera giunta, ma le problematiche ambientali continuano a essere ignorate. In una democrazia liberale, afferma Aniello, “l’equilibrio tra lavoro, occupazione e ambiente deve basarsi sul rispetto della legge”, soprattutto da parte delle grandi realtà produttive con responsabilità sociali.
Aniello riferisce che Cardinali aveva parlato di un “impegno personale con Ast”, per poi correggersi su un piano amministrativo, indicando un “atteggiamento vessatorio” nei confronti dell’azienda. Tuttavia, secondo Aniello, queste affermazioni sono contraddittorie e poco trasparenti, evidenziando un comportamento inappropriato per un amministratore pubblico. Inoltre, Cardinali ha minimizzato la contaminazione delle falde, attribuendola ai rifiuti urbani, una spiegazione che Aniello considera “parziale e distorta”.
La ex assessore critica anche la gestione della maxidiscarica, definita un asset di valore miliardario “regalato a un ottuagenario signorotto cremonese”. Aniello ritiene che Cardinali, prima di portare avanti trattative a esclusivo vantaggio dell’azienda, avrebbe dovuto leggere il programma elettorale e il Documento unico di programmazione comunale. La decisione di mantenere la discarica nella Conca, nonostante la richiesta di cercare siti alternativi, rappresenta, secondo Aniello, una non-soluzione che perpetua il “disastro ambientale”.
Mascia Aniello accusa l’amministrazione di aver fatto un enorme “favore politico-finanziario a un’azienda che dovrebbe compensare miliardi di danni” causati a Terni. Dalle scorie seppellite ovunque alle mutilazioni urbanistiche e sociali della guerra, fino all’aria, all’acqua, ai suoli e agli alimenti avvelenati, i danni sono numerosi e significativi. L’ex assessore sottolinea che, “con la mancanza di un garante della legalità ambientale e sanitaria, sarà sempre viale Brin a decidere, con una burocrazia prona agli interessi aziendali”
Aniello ribadisce la sua opposizione alla delibera di approvazione del protocollo di intesa, considerandola “catastrofica a livello ambientale, sanitario e finanziario”.
“Ho già presentato querele molto circostanziate, in diverse procure, viste le forzature inaccettabili e i gravi reati sin qui commessi: la scrivente era infatti lì solo per difendere con rigore gli interessi pubblici e per respingere le interferenze indebite e reciproche tra siderurgia e pubblica amministrazione. Ora saranno i magistrati a verificare chi abbia svolto correttamente il proprio lavoro e chi no»”, dice.
La replica di Bandecchi
Bandecchi gli risponde su Instagram: “Vorrei i nomi e cognomi degli operai che hanno individuato gravi mancanze dell’AST e che lo hanno detto solo a lei. Se poi me li vuole dare lei i nomi così aggiungo plichi in magistratura”. Di seguito il video
Grillini all’attacco
Si inserisce in quest’ambito anche il Movimento 5 Stelle, con una nota firmata dal consigliere Fiorelli e del referente ternano Simonetti, che si rivolgono al neo assessore all’ambiente Bandecchi: “La questione ambientale in città, da tema centrale nel dibattito politico, è diventata una barzelletta a causa di un’amministrazione che non ha mai avuto intenzione di pensare al bene della comunità ternana, ma ha sempre mirato a cercare visibilità per l’ascesa politica di Bandecchi.
Ogni annuncio è stato smentito dai fatti nel giro di poco tempo. Ricordiamo quando il primo cittadino invitò il Cavalier Arvedi a lasciare la città se non avesse messo in atto una rivoluzione ambientale, salvo poi accettare ogni scelta dell’azienda con il capo chino e senza porre condizioni”. I grillini accusano Bandecchi di trattare la città “come area di servizio di una fabbrica”.
“Non è più accettabile- dicono – di fronte al disastro ambientale che ammorba la conca ternana, assistere agli sproloqui di un sindaco tuttologo, che incarna su di sé le funzioni di assessorati vitali per la città, ma che ad oggi è riuscito ad esercitare solo la delega alla porchetta, offerta in una campagna elettorale permanent