Tragedia sfiorata in carcere: detenuto tenta di impiccarsi in cella, salvato all’ultimo secondo

La denuncia del Sappe: "Ricompensa all'agente che è intervenuto e subito un intervento per agevolare il lavoro del personale, che è sempre meno. Sventati oltre 23.000 suicidi in 20 anni nelle carceri italiane"

Ancora un episodio di autolesionismo in carcere e stavolta non si è trasformato in tragedia soltanto per la prontezza degli agenti penitenziari.

Un detenutotunisino, psichiatrico, appartenente al circuito Media sicurezza Sezione G, quarantottenne ha tentato nella giornata del 14 agosto di impiccarsi in cella, legando il lenziolo alle sbarre della finestra. A salvarlo, il tempestivo intervento dell’agente di Polizia Penitenziaria in servizio in sezione che aveva visto comportamenti strani dello stesso detenuto: è entrato in cella e ha tolto il cappio dal collo del ristretto.

La notizia, che arriva a 24 ore dalla visita dell’onorevole Nevi al carcere e all’indomani dell’approvazione del decreto carceri, è stata resa nota da Fabrizio Bonino, segretario per l’Umbria del Sappe Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Bonino esprime “un vivo appezzamento al prezioso operato degli agenti della Casa Circondariale di Terni, grazie ai quali è stata impedita una nuova tragica morte in carcere. Ma torniamo a denunciare ancora una volta la mancanza di operatori sanitari, psicologici e psichiatrici e ribadiamo la necessità di concorsi regionali e assunzioni di personale sanitario da destinare alle carceri umbre”. Bonino invita poi a conferire un riconoscimento all’agente

Per il segretario generale del Sappe Donato Capece, “questa è la Polizia Penitenziaria, pronta ad agire con gli altri operatori e con gli stessi detenuti per tutelare la vita dei ristretti. Il dato oggettivo è che la scelta di togliersi la vita è sicuramente originata da uno stato psicologico di disagio. È un dato oggettivo che chi è finito nelle maglie della devianza spesse volte è portatore di problematiche personali sociali e familiari”, conclude il sindacalista, che rileva infine come “l’ennesimo tentato suicidio di una persona detenuta, sventato in tempo dalla professionalità ed attenzione dei poliziotti, dimostra come i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari. E si consideri che negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 23.000 tentati suicidi ed impedito che quasi 175.000 atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze”.

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[…] se ne è verificato uno alla Casa Circondariale di Terni.    Ma il quadro è allarmante perché solo nel 2024 sono stati 13 quelli tentati, con 39   casi di autolesionismo e 8 aggressioni fisiche al personale di polizia penitenziaria. Ad […]

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