Gravissimi ritardi da parte del Governo, ma anche di ’Ast nella presentazione del piano industriale. L’assessore allo sviluppo economico Sergio Cardinali, incontrando i sindacati ha puntato l’indice sul ministro dello sviluppo economico Urso, anche perché ci sono 300 milioni di euro dal Pnrr che vanno approvati dal Ministero dell’ambiente che senza un piano di sviluppo per la siderurgia potrebbero saltare: “La situazione generale della siderurgia del nostro Paese resta appesa alle grandi vertenze in atto che vedono in prima linea Taranto e Piombino, in assenza di un progetto di politica generale del governo a difesa del settore manifatturiero del Paese. Il rischio è che in questo quadro di pronfonda inerzia e debolezza venga trascinato il progetto di ambientalizzazione avviato da Arvedi a Terni”, ha spiegato Cardinali.
L’unico accordo raggiunto, ha ricordato Cardinali, è quello della giunta Bandecchi sulla bonifica della discarica. Ma è evidente che è insufficiente per guardare con fiducia al futuro del sito. Fiom e Cgil, dopo la nota unitaria con le altre forze sindacali, chiedono chiarezza: “È venuto il momento di lasciare perdere gli slogan, anche recenti dell’azienda, e le iniziative da campagna elettorale e fare chiarezza sulle azioni concrete che si devono intraprendere per capire se le linee guida del piano industriale di Ast, presentate il 5 febbraio 2022, sono confermate e realizzabili nei tempi utili, oppure valutare le ricadute in caso contrario”, sottolineano Claudio Cipolla, segretario generale della Cgil di Terni e Alessandro Rampiconi, segretario generale della Fiom Cgil di Terni.
Sindacati mai consultati sulla questione energetica
Un lungo j’accuse nel quale si inseriscono tutte le questioni calde, soffermandosi particolarmente sulla questione dell’energia, vero nodo della questione perché come lo stesso Cardinali ha spiegato, passi in avanti sull’accordo di programma passeranno solo da un’intesa per abbassare il costo dell’energia: “fuori scala nel rapporto con gli altri paesi europei, mentre i livelli salariali rimangono i più bassi all’interno del vecchio continente”, sottolineano Cipolla e Rampiconi.
Fiom e Cgil ricordano come avessero presentato alle istituzioni un progetto che puntava sull’utilizzo delle rinnovabili delle comunità energetiche previste nel Pnrr: “Tutto questo però- spiegano- non è mai stato in discussione all’interno dell’Accordo di Programma, perché non è stata prevista la presenza delle organizzazioni sindacali e nessuna istituzione ha mai aperto un confronto nel merito”.
Fiom e Cgil di Terni ricordano che nell’unica riunione al MIMIT alla presenza di tutti gli stakeholder, a maggio 2023, le organizzazioni sindacali hanno appreso che i titoli dell’accordo di programma erano definiti e che mancavano “solo” due questioni importanti, ma collaterali, come l’energia e le infrastrutture. “Sarebbe oggi utile chiarire dove si è arenata quella discussione”. concludono Cipolla e Rampiconi.
Italia Nostra vs Arvedi
La questione rischia però di essere ben più complessa. Perché dopo l’uscita di Ast, che ha chiesto di ripristinare le condizioni originali di autoproduzione con il collegamento diretto esistente con la centrale Enel di Galleto, interviene Italia Nostra.
A parlare – non è un dato secondario – è Andrea Liberati, ex consigliere regionale del M5S, ambientalista storico ma soprattutto marito dell’ex assessore comunale Mascia Aniello, che proprio su Ast si è scontrata più volte con l’omologo Cardinali. Liberati definisce “mistificatoria e provinciale” l’iniziativa “propagandistica e lobbistica” di Arvedi che chiede “indennizzi per espropri di impianti energetici avvenuti oltre 60 anni fa da parte dello Stato verso un’azienda dello Stato (le Acciaierie ex Iri)”
“Arvedi tace – dice Italia Nostra – sul fatto che quelle stesse Acciaierie ternane hanno poi goduto, fino ai primi anni 2000, di tariffe di assoluto favore, decise proprio nei primi anni ’60, all’epoca della nazionalizzazione Enel”.
E senza mezzi termini definisce “piagnone” l’imprenditore lombardo: “l’acciaieria – scrive – è vista come totem intoccabile, cui sacrificare tutto, fino alla pelle nostra in un concerto di cretinaggine collettiva senza freni, legata a stadi primordiali della civiltà più che alla raffinatezza della contemporaneità”.
E attacca: “se usassimo lo stesso metro di Arvedi, l’attuale proprietà, quale avente causa dei suoi predecessori, dovrebbe anzitutto rispondere dei danni ambientali e sanitari miliardari per scorie e rifiuti siderurgici disseminati ovunque nella Conca”
Comune vs Tesei
Insomma, lo scontro è aperto. Anche sul tema delle responsabilità. Perché dopo le accuse di Confartigianato, Comune e sindacati alla Regione, Tesei ha provato a rilanciare la palla, accusandoli di disinformazione sullo scarso impegno riguardo alla questione.
Anche su questo Cardinali risponde: “Non ha dato notizie sullo stato dell’arte della vicenda e ancora più grave è il tentativo di sminuire le problematiche ancora presenti relativamente alla conclusione dell’iter per la firma dell’accordo di programma su Ast. E avrebbe potuto convocare un tavolo regionale per concordare una strategia comune”.
