Ast, Lucchetti (Uilm): “La politica deve rispettare di più il sito industriale di Terni”

In una nota, il coordinatore regionale sottolinea la necessità di fare chiarezza sul futuro del sito, soprattutto alla luce degli ingenti investimenti promessi, pari a circa un miliardo di euro.

L’acquisizione del sito industriale di Terni da parte del Gruppo Arvedi ha segnato un momento importante, ma non privo di sfide.Una di queste è la mancata presentazione dell’accordo di programma da parte di Arvedi. La Uilm di Terni rilancia le preoccupazioni per bocca del coordinatore regionale Simone Lucchetti, che  ha più volte sottolineato la necessità di fare chiarezza sul futuro del sito, soprattutto alla luce degli ingenti investimenti promessi, pari a circa un miliardo di euro.

Dall’inizio, l’impegno economico e il progetto di consolidamento sono stati descritti come un’opportunità senza precedenti per il territorio. Il piano industriale presentato da Arvedi è stato accolto dalla UILM come un segnale di speranza, soprattutto per gli investimenti senza precedenti nel settore. “Si tratta di investimenti che non si erano mai visti su questo territorio”, ha dichiarato Lucchetti, ribadendo l’importanza strategica di tale impegno per il futuro industriale di Terni.

Tuttavia, come evidenziato dallo stesso Arvedi, tali investimenti dipendono fortemente dalla stipula di un Accordo di Programma. L’Accordo avrebbe il compito di tutelare gli investimenti promessi e garantire le condizioni necessarie per la loro realizzazione. Senza questo, ha avvertito Arvedi, “tale prospettiva e tale impegno economico non sarebbero possibili”.

Nonostante l’ottimismo iniziale, Uilm di Terni ha espresso preoccupazioni crescenti per il ritardo nell’attuazione dell’Accordo di Programma. La mancanza di un quadro chiaro sulle questioni energetiche e il continuo rinvio delle decisioni da parte delle istituzioni nazionali hanno creato incertezze sul futuro dell’acciaieria ternana.

“La politica deve dare più rispetto e considerazione al sito industriale di Terni”, ha affermato Lucchetti, facendo eco al pensiero di molti lavoratori. La UILM ritiene che il sito meriti maggiore attenzione, in quanto rappresenta un tassello strategico per l’industria italiana, con un ruolo cruciale nel panorama produttivo nazionale. I lavoratori, che negli anni hanno fatto grandi sacrifici, non dovrebbero essere ancora una volta penalizzati dall’incertezza politica e dai continui ritardi.

Il mancato accordo sta sollevando il timore di una possibile rivisitazione del progetto industriale. Lucchetti ha espresso apertamente la preoccupazione del sindacato per un futuro in cui “il sistema è basato solo ed esclusivamente sugli annunci e non sul raggiungimento degli obiettivi”. Tale scenario potrebbe mettere a rischio non solo l’occupazione, ma anche la tenuta stessa del sito produttivo.

Secondo UILM, è fondamentale che si passi dalle parole ai fatti e che le istituzioni facciano chiarezza su temi cruciali come quello energetico, senza i quali il progetto di sviluppo rischia di arenarsi.

In questo contesto di incertezza, la Uilm dichiara di essere pronta a difendere i lavoratori e a prendere tutte le iniziative necessarie per garantire lo sviluppo industriale, la piena occupazione e la sicurezza degli investimenti. “Crediamo che qualsiasi elemento negativo si possa avere in una storia che sembra paradossale”, ha sottolineato Lucchetti, confermando che l’organizzazione sarà al fianco dei lavoratori contro chiunque metta a rischio il loro futuro.

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