Coltellate in via Battisti, tre anni di reclusione per i due tunisini che avevano aggredito un connazionale

Sentenza col rito abbreviato: ora gli avvocati dei due uomini potrebbero chiedere la revoca della custodia cautelare e gli arresti domiciliari. Alla vittima fu quasi amputato il braccio

Il giudice per l’udienza preliminare di Terni, Chiara Mastracchio, ha inflitto tre anni di reclusione a due uomini di nazionalità tunisina, rispettivamente di 36 e 25 anni. La sentenza, emessa con rito abbreviato, riguarda un episodio avvenuto a febbraio in via Battisti, dove i due sono stati accusati di lesioni personali aggravate ai danni di un giovane connazionale. n aula, il pubblico ministero aveva richiesto una pena di quattro anni ciascuno, ma la condanna è stata ridotta a tre anni. Ne riferisce UmbriaOn.

Si tratta della vicenda avvenuta lo scorso febbraio, terminata con l’aggressione appunto a coltellate di un altro tunisino di 19 anni. Le ferite riportate al braccio e alla mano sinistra sono state così gravi da richiedere un intervento chirurgico urgente per tentare di salvare l’arto, quasi amputato. Il giovane, dopo l’aggressione, è riuscito a fuggire e ha raggiunto piazza Dalmazia, dove è stato soccorso dai clienti di una gelateria e successivamente dal personale del 118.

Il giovane aveva riconosciuto i suoi aggressori e agli inquirenti aveva raccontato che, prima dell’attacco, stava giocando alla PlayStation con alcune persone. Uno dei presenti si era allontanato per comprare sigarette, ma è tornato con altri individui che hanno poi compiuto l’aggressione.

La vittima è stata prima accecata con uno spray urticante e poi ferita con un coltello. Secondo quanto riferito dal 19enne, il movente dell’aggressione potrebbe essere legato a presunti commenti negativi fatti dalla vittima nei confronti degli aggressori. Tuttavia, rimane il sospetto che il tutto sia connesso a un possibile regolamento di conti legato a vicende di droga, un’ipotesi che non è ancora stata completamente chiarita.

Gli imputati dei due accusati ora potrebbero chiedere la revoca della custodia cautelare in carcere e una misura meno restrittiva, come gli arresti domiciliari, per i loro assistiti.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Un investimento da 168 mila euro trasforma i servizi sanitari dell'hub regionale umbro, riducendo la...
La famiglia Caponi rivendica la proprietà dell'area balneabile dal 1969 e accusa il Comune di...
Il 22 e 23 marzo gli elettori di Matteotti e Campitello troveranno i seggi nelle...

Altre notizie