Tubificio, si va verso il ricollocamento in Ast per i 19 esuberi

.Secondo quanto riferito dai sindacati, l’obiettivo sarebbe quello di ridurre la forza lavoro del Tubificio, che potrebbe comportare la perdita di un segmento della produzione.

Futuro sempre più incerto per i 19 lavoratori del tubificio per i quali l’azienda, scorporata da Ast ma ancora controllata dal gruppo Arvedi, ha annunciato il taglio.

La proposta sul tavolo prevede il trasferimento dei dipendenti coinvolti presso Acciai Speciali Terni (AST), nell’ambito di un piano di ristrutturazione aziendale che mira a ridurre i costi e rilanciare la produzione.Secondo quanto riferito dai sindacati, l’obiettivo sarebbe quello di ridurre la forza lavoro del Tubificio, che potrebbe comportare la perdita di un segmento della produzione.

Dopo il confronto con la direzione, le rappresentanze sindacali hanno deciso di incontrare i lavoratori in assemblea per discutere la proposta e elaborare eventuali controproposte. Il processo di ristrutturazione aziendale, infatti, richiede un’attenta valutazione degli impatti occupazionali e produttivi, ed è fondamentale che tutte le parti coinvolte siano adeguatamente informate e consultate.

Il piano di rilancio aziendale illustrato alle organizzazioni sindacali ha suscitato preoccupazioni tra i rappresentanti dei lavoratori, che temono che il trasferimento possa rappresentare un primo passo verso ulteriori tagli occupazionali o una riduzione delle attività produttive del Tubificio. Tuttavia, la direzione sembra determinata a proseguire su questa strada per garantire la sostenibilità dell’azienda nel lungo periodo.

Le trattative continueranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di trovare una soluzione che possa conciliare le esigenze dell’azienda con la tutela dei posti di lavoro. Il trasferimento dei dipendenti ad AST potrebbe rappresentare una soluzione temporanea per evitare esuberi immediati, ma rimane la necessità di un piano più ampio che garantisca la stabilità occupazionale e produttiva del Tubificio.

In questo contesto, le rappresentanze sindacali chiedono garanzie sulla continuità produttiva e sul mantenimento dei livelli occupazionali. Le organizzazioni sindacali hanno espresso la necessità di valutare attentamente il piano di rilancio e di comprendere le reali intenzioni della direzione aziendale riguardo il futuro del Tubificio e dei suoi dipendenti.

 

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