Umbria Distribuzione Gas, è ancora guerra aperta fra i principali azionisti

Stallo nei vertici di Umbria Distribuzione Gas: Italgas potrebbe cedere le sue quote o acquisire la maggioranza per risolvere l'impasse. Le ripercussioni per il Comune di Ter

Da oltre cinque mesi, i vertici di Umbria Distribuzione Gas (UDG) sono bloccati in un braccio di ferro tra i due principali azionisti: Italgas, che detiene il 45 percento delle quote, e il tandem Asm-Acea, che controlla la maggioranza con il 55. La situazione potrebbe sbloccarsi con una mossa decisiva da parte di Italgas, che valuta due possibili scenari: la cessione delle proprie quote o, al contrario, l’acquisizione della maggioranza dell’azienda che si occupa della distribuzione del gas a Terni.

Lo stallo è iniziato lo scorso aprile, con l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione di UDG. L’organo è composto da tre consiglieri di Asm-Acea (Stefano Tirinzi, già presidente di UDG e dirigente della municipalizzata comunale, Patrizia Vasta per Acea e Bruno Ianniello, nominato dal Comune di Terni) e tre rappresentanti di Italgas (Bruno Burigana, ex amministratore delegato di UDG, Nunzio Ferrulli e Riccardo Zinno). Lo scorso 10 settembre, Leonardo D’Acquisto ha sostituito Zinno, assumendo anche il ruolo di presidente pro-tempore in qualità di consigliere più anziano.

Il nodo della questione risiede nella nomina del nuovo presidente e dell’amministratore delegato. Il consiglio di amministrazione ha respinto la lista proposta per il presidente, che includeva i tre consiglieri di Italgas con Burigana in testa. La decisione ha fatto slittare anche la nomina dell’amministratore delegato. Italgas sembra preferire la nomina di Patrizia Vasta rispetto a Stefano Tirinzi, aumentando ulteriormente la tensione.

Nel contesto di questa impasse, emergono ipotesi su una possibile ristrutturazione azionaria. Italgas potrebbe decidere di cedere il suo 45% delle quote, rinunciando così al controllo dell’azienda. Tuttavia, c’è anche l’opzione che la compagnia tenti il “grande passo” e acquisisca il restante 55%, prendendo il pieno controllo di UDG. Questa decisione potrebbe essere influenzata dalle prospettive economiche dell’azienda, che gestisce oltre 50.000 punti di consegna per un totale di 57,3 milioni di metri cubi di gas distribuiti.

La situazione è resa ancora più complessa da una controversia finanziaria che coinvolge direttamente il Comune di Terni. Tra Terni Reti e Umbria Distribuzione Gas è in corso una disputa sui canoni concessori che, se risolta in favore del Comune, potrebbe portare ben 26 milioni di euro nelle casse di Palazzo Spada. Questo elemento aggiunge un ulteriore livello di complessità alla vicenda, rendendo la situazione ancor più delicata.

La trattativa è inevitabile, ma resta da vedere quale direzione prenderanno gli azionisti per risolvere l’impasse. Se Italgas deciderà di vendere, la partnership Asm-Acea dovrà trovare un nuovo equilibrio per gestire UDG. D’altro canto, se Italgas punterà all’acquisizione totale, si prospetta un cambiamento radicale nella governance dell’azienda, che potrebbe avere ripercussioni significative sul territorio e sulla gestione del servizio di distribuzione del gas.

In ogni caso, è chiaro che la questione non si risolverà senza una decisione drastica. I prossimi mesi saranno cruciali per il futuro di Umbria Distribuzione Gas e per il Comune di Terni, che osserva attentamente l’evolversi della situazione, consapevole delle ripercussioni economiche e politiche che questa vicenda potrebbe avere.

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