Il dialogo civile e costruttivo – secondo Pellerucci – può infatti rappresentare una svolta significativa nella gestione delle relazioni tra istituzioni e cittadini, e l’Umbria potrebbe diventare il simbolo di questa rinascita del linguaggio non violento.
“È il momento di aprire le porte dei palazzi alle piazze cittadine. Invito tutti a un civile dialogo” – ha affermato – evidenziando la necessità di creare una maggiore connessione tra istituzioni e popolazione.
Nel suo ultimo libro “Il mondo delle persone per bene” (Sì!Edizioni), Pellerucci descrive approfonditamente un modello di comunicazione positiva e costruttiva, basato su un principio chiaro: “porsi senza imporsi”. L’obiettivo finale è esortare tanto i politici quanto i cittadini ad avviare un confronto che non sfoci in scontro, un dialogo finalizzato quindi alla ricerca di soluzioni condivise: “d’altronde, non è distruggendo le posizioni altrui che si rendono vincenti le proprie, non è attraverso lo scontro che si affermano le proprie idee, ma tramite il dialogo e la comprensione reciproca”.
Un modello di comunicazione che incoraggia un approccio pacifico e coesivo, capace di rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni e di stimolare la partecipazione democratica.
“La città di Terni e più in generale l’intera Umbria, potrebbero incarnare questa trasformazione, fungendo da esempio di come il dialogo aperto e rispettoso possa portare a una partecipazione attiva e democratica. Solo attraverso la comprensione e il rispetto delle opinioni altrui si possono trovare soluzioni condivisibili, ponendo fine a una cultura dello scontro che spesso domina il dibattito pubblico”, ha concluso Pellerucci.
La definizione di Bene e Male non è sintetizzabile in una cifra ontologica. Sono le azioni che definiscono e dividono l’animo delle persone e ciò non può farsi che a posteriori. Definire pertanto sè e gli altri “una persona per bene” è un ossimoro.
Abbiamo un primo cittadino che aiuta tantissimo in questa direzione