La candidata al Consiglio Regionale del Movimento 5 Stelle, Angelica Petrelli, denuncia il frequente utilizzo della disabilità come tema di polemica politica durante le campagne elettorali, sottolineando come spesso la parola “inclusione” venga svuotata di significato, ridotta a semplici slogan. In un contesto in cui la salute mentale è ancora marginalizzata, Petrelli chiede un cambio di prospettiva, partendo dai principi fondamentali sanciti dall’articolo 2 della Costituzione italiana.
Dignità e diritti delle persone disabili
Secondo Petrelli, la dignità delle persone con disabilità passa attraverso un’assistenza sanitaria e sociale adeguata e accessibile. La prevenzione delle patologie secondarie e il potenziamento delle strutture pubbliche sono fondamentali, ma le politiche governative, come i tagli orizzontali del Governo Meloni, stanno aggravando una situazione già complessa. Le associazioni denunciano una diminuzione dell’offerta di servizi, che spinge molte famiglie verso il privato, con costi spesso insostenibili.
Inoltre, Petrelli evidenzia la necessità di ripensare il sistema educativo, trasformandolo da semplice luogo di socializzazione a strumento per l’autonomia, la crescita personale e l’acquisizione di competenze.
Disabilità e lavoro: una strada ancora lunga
L’occupazione rimane uno dei nodi principali. Sebbene alcune aziende abbiano iniziato ad assumere persone con disabilità, solo il 35,8% di queste è attualmente impiegato, secondo dati Uniciv. Le differenze territoriali pesano, con la provincia di Terni che offre meno opportunità rispetto a Perugia, e il sistema di collocamento mirato soffre ancora di limiti, come l’obbligo di rimanere nella provincia di residenza.
Petrelli punta il dito anche contro le disparità salariali e contrattuali, che spesso negano alle persone disabili il diritto a una vera parità lavorativa, bloccando anche le opportunità di carriera. Particolarmente penalizzate sono le persone con disabilità psichica o intellettiva, con tassi di occupazione inferiori al 20%. Nonostante gli sgravi contributivi previsti, l’inclusione di queste categorie rimane insufficiente.
Politiche mirate e lotta allo stigma
Per affrontare queste problematiche, Petrelli propone politiche che favoriscano l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, in particolare quelle con disabilità intellettiva e psichica, puntando anche alla riduzione dello stigma sociale. Misure mirate potrebbero includere incentivi più incisivi per le imprese e un rafforzamento delle reti di supporto pubblico.
Conclusioni
La visione di Angelica Petrelli per le politiche regionali parte dalla consapevolezza che l’inclusione non è un obiettivo astratto, ma un percorso concreto basato sui diritti, sull’equità e sull’eliminazione degli ostacoli che ancora limitano l’autonomia delle persone con disabilità.