Crescono i reati commessi sulle donne nella provincia di Terni. Il dato agghiacciante è fornito dalla questura che in occasione della giornata internazionale dell’eliminazione della violenza di genere ha diffuso una statistica allarmante.
Oltre il 70 percento dei reati commessi nel 2024 infatti vede vittime le donne. Un dato in crescita costante dal 2021, con l’unica eccezione, per i primi due anni, delle violenze sessuali.
Nel dettaglio, sui 34 reati di stalking commessi nei primi 6 mesi del 2024, il 73 percento vede vittime le donne: il dato era più alto nel 2022 (80 percento), ma spalmato lungo tutto l’anno (61 reati complessivi). Nel 2021 la percentuale era del 61 (su 60 reati); nel 2023 del 66 (su 67 reati), mentre il riferimento sui primi sei mesi dello scorso vede un leggero calo degli atti persecutori (36) ma “solo” il 67 percento erano commessi su donne.
Le denunce per maltrattamenti nei primi sei mesi dell’anno sono state 42 delle quali l’80 percento ai danni di donne: qui la crescita rispetto allo stesso periodo dello stesso anno è del 5 percento e i reati commessi erano appena 28. Su base annuale, percentuali comunque allarmanti: 71 percento su 73 denunce nel 2021; 81 percento su 77 denunce nel 2022 e addirittura 81 percento su 68 reati commessi nel 2023.
In leggero calo le violenze sessuali: 6 denunce nei primi sei mesi dell’anno, ma l’83 percento ha come vittime le donne. Nello stesso periodo del 2023 la percentuale è stata dell’89 percento su 10 reati. Su base annuale nel 2021 e 2022 la totalità delle denunce per violenza sessuale riguardava donne, rispettivamente 20 e 17, mentre nel 2023 la percentuale scende ad 87 su 21 denunce.
Non meno allarmante il dato sugli omicidi volontari: ancora nessuno con vittima donne in questo 2024, ma 1 su 2 nella prima metà del 2023, commesso in ambito familiare o affettivo, commesso da ex partner.
Dalla Procura di Perugia
I dati fanno il paio con quelli della Procura di perugia che sottolineano come nell’ultimo anno il numero è cresciuto il numero di processi trattati in Corte d’appello, raggiungendo la cifra di 136 pari al 13,47% sul totale complessivo, concerne quelli relativi ai reati da “codice rosso”.