Si torna a parlare della questione idroelettrico perchè durante l’incontro del 2 dicembre con le segreterie nazionali, Enel ha annunciato la chiusura del posto di teleconduzione di Terni. Lo riferiscono in una nota le segreterie di settore Filctem Cgil (Stefano Ribelli), Flaei Cisl (Ciro di Noia) e Uiltec Uil (Doriana Gramaccioni). I sindacati vanno all’attacco: “Le reali intenzioni di Enel sugli asset idroelettici in Umbria sono ben lontane da quelli che erano gli impegni che l’azienda aveva precedentemente assunto. Ci aspettavamo da Enel nuovi investimenti e nuove funzioni aziendali; invece, nulla di tutto ciò e di fatto ha confermato la sua inaffidabilità”
“Si confermano le nostre preoccupazioni- dicono ancora – perchè queste erano le reali intenzioni della società fin dall’acquisizione degli impianti idroelettrici da Erg, nonostante tre anni fa, all’acquisizione della Centrale di Galleto, quest dichiarasse la volontà di mantenerlo e potenziarlo. Solo false promesse, un affronto al territorio sia in termini politici che in termini di sicurezza idraulica: gli impianti sarebbero privati della cabina di controllo locale. Tutto questo si ripercuoterà sui lavoratori. Per di più, tutto questo dovrebbe avvenire a ridosso della scadenza delle famose concessioni”.
Ribelli, Di Noia e Gramaccioni vanno all’attacco: “Ci chiediamo quale sarà la prossima mossa per destrutturare ulteriormente gli assets che hanno contribuito a fare la storia industriale del territorio? Quando si investirà sugli impianti e sulle dighe?. Siamo pronti quindi ad opporci con tutte le forze a questo depauperamento dell’idroelettrico da parte di Enel Questa è e dovrà essere una battaglia del territorio, per questo coinvolgeremo le istituzioni tutte per aprire un tavolo di confronto con l’obiettivo di far tornare Enel ui propri passi. L’idroelettrico rappresenta la storia del nostro territorio e non permetteremo che venga ulteriormente destrutturato”