A Terni adesso comprare un bilocale costa tre stipendi in meno

Secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore i due capoluoghi umbri rientrano tra le cinquantina di centri urbani italiani dove il numero di stipendi necessari per acquistare un appartamento di dimensioni contenute è diminuito.

Nel corso degli ultimi cinque anni, acquistare un bilocale nelle città umbre di Perugia e Terni è diventato significativamente meno gravoso, almeno dal punto di vista economico. Secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore nell’edizione di lunedì, queste due città rientrano tra le cinquantina di centri urbani italiani dove il numero di stipendi necessari per acquistare un appartamento di dimensioni contenute è diminuito.

La situazione a Terni è  molto favorevole: in città il costo di un bilocale in zona semicentrale si aggira intorno ai 1.400 euro al metro quadrato. In base agli stipendi medi della città, l’impegno economico richiesto per l’acquisto di una proprietà di queste dimensioni si riduce a circa 50 mensilità, con un risparmio di 3 stipendi rispetto a cinque anni fa. Questo dato suggerisce che l’andamento dei prezzi immobiliari a Terni è stato meno incisivo rispetto a quello di altre aree italiane.

Nel caso di Perugia, invece un bilocale in zona semicentrale costa oggi circa 2.000 euro al metro quadrato. Considerando il reddito medio dei lavoratori dipendenti della città, l’analisi stima che per acquistare un immobile di questo tipo sia necessario impegnare circa 71 stipendi, ovvero 2,7 mensilità in meno rispetto al 2019. Questo calo riflette una certa stabilità dei prezzi degli immobili, a fronte di una crescita salariale relativamente contenuta.

Tuttavia, la situazione nelle città più grandi e nelle zone a forte vocazione turistica è molto diversa. Venezia, ad esempio, registra un aumento significativo: oggi servono ben 18,8 stipendi in più rispetto al 2019 per comprare un bilocale, portando il totale a un impressionante 159 stipendi. La città lagunare si posiziona in cima alla classifica dei rincari immobiliari, seguita da Milano, dove l’impegno economico è aumentato di 11 mensilità (per un totale di 121 stipendi) e da Roma, dove i costi sono saliti di 10,5 stipendi, raggiungendo un totale di 164 stipendi.

Questi dati evidenziano un contrasto netto tra le realtà umbre, dove l’accesso alla proprietà sembra essere più alla portata, e le grandi metropoli italiane, dove la crescente difficoltà nel comprare casa è legata a un forte incremento dei prezzi. A Perugia e Terni, infatti, nonostante i costi immobiliari più accessibili, permangono sfide legate al potere d’acquisto, ma la tendenza generale indica un minor peso economico per le famiglie che desiderano acquistare un piccolo appartamento.

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