Galleto, Enel: “Spostamento teleconduzione non impatta su lavoro”. I sindacati: “Fa solo cassa”

Dopo le polemiche per l'annuncio dell'accorpamento della funzione con l'Abruzzo, l'azienda spiega e le sigle di settore rilanciano: "Continue operazioni di svuotamento"

Volano gli stracci fra Enel Green Power e sindacati su Galleto e il posto di teleconduzione di Terni che l’azienda ha deciso di far confluire in quello di Montorio al Vomano. Dopo la durissima nota di condanna dei sindacati dei giorni scorsi, Enel prova a rispondere.

“La decisione non andrà ad incidere ncidere in alcun modo sulla gestione territoriale degli asset né sui posti di lavoro. I colleghi attualmente impiegati presso il Posto di Teleconduzione di Terni manterranno la prossimità di luogo di impiego e andranno a rafforzare l’organico delle unità locali”, sottolinea l’azienda.

Enel nella nota di risposta spiega che “i posti di teleconduzione offrono un servizio da remoto senza alcun vincolo fisico sul territorio, ragion per cui nella maggior parte delle regioni italiane in cui storicamente insistono impianti idroelettrici del Gruppo Enel non vi sono strutture di questo tipo”. Dunque l’azienda parla di razionalizzazione, mettendo sul piatto “gli investimenti effettuati negli ultimi anni a favore del miglioramento della qualità degli impianti, dell’innovazione tecnologica, della digitalizzazione e dell’efficacia delle comunicazioni” e spiega che continuerà ad investire in Umbria “ve vanta anche un proprio polo di eccellenza come le Officine Idroelettriche. Queste ultime rappresentano per la filiera idroelettrica Enel una realtà unica in cui vengono eseguite attività di manutenzione specialistica ed elevato know how che genera alta professionalità e occupazione diretta e nell’indotto ternano. Tra i principali investimenti previsti a piano ci sono la manutenzione del Canale Recentino, il lavoro a Nera Montoro per la fruibilità della spiaggia di ‘Le Mole’, la rete paramassi a Galleto su terreno comunale”.

Infine fa riferimento a 12 nuovi assunti nell’anno e mezzo e gli accordi stipulati con il Comune di Narni, con Piediluco le altre realtà del territorio “mettendo i terreni di proprietà a disposizione per passaggio di ciclabili e non ultima la cascata delle Marmore”.

Controreplica dei sindacati

I sindacati di settore, Filctem, Flaei, Uiltec rilanciano a loro volta dichiarando “stupore”: “Enel – si legge – prova a descrivere con disinvoltura l’operazione di chiusura del posto di teleconduzione di Terni come routine, anzi nella nota si parla di potenziamento ed investimenti sul territorio. Quelli citati, secondo i sindacati “sono il contributo minimo che si può concedere ad un territorio in cambio della gestione dell’asta e dei suoi bacini, concessione che porta all’azienda guadagni importanti. Questo non fa il palio con lo scotto pagato se poi nello stesso tempo si stringe il perimetro delle attività che Enel mantiene sul territorio”.

Le sigle sindacali ricordano poi come anche i 12 nuovi ingressi fanno comunque rimanere l’impianto sotto organico rispetto al 2022, quando Enel acquisì da Erg la centrale di Galleto: “Già allora 11 persone vennero trasferite ad altra società della Holding”, spiegano e rincarano la dose: “Negli anni si è arrivati ad un organico ridotto all’osso e con un volume sempre maggiore di attività esclusive e distintive vengono affidate a ditte in appalto per la carenza in organico di operai e tecnici. Ad esempio solo nelle officine negli anni ’80 lavoravano 150 persone mentre ora il personale non arriva neanche a 20 unità. Ora nell’anno 2024 con la chiusura del posto di tele-conduzione si prova a fare un’operazione di nuovo depauperamento di una funzione aziendale importante legata a filo diretto con la gestione delle dighe e degli impianti che porterà all’Umbria un nuovo saldo negativo in termini di posti occupabili nel sito Ternano e nell’idroelettrico Umbro”.

Da qui l’appello alle istituzioni ad affiancarli nella battaglia: “Il gestore delle concessioni deve realmente investire nel territorio, potenziando e sviluppando il polo idrolelettrico e non solo fare cassa”.

Il dato di Italia Nostra

Questo dato relativo agli investimenti scarsi sul territorio ternano è sottolineato anche da una nota di Italia Nostra: grazie all’ipersfruttamento delle acque dei fiumi Velino-Nera, spiega l’associazione, nel 2022 Enel ha potuto fatturare oltre 550 milioni di euro, mentre nel 2023 non è lontana dai 240 milioni: “Circa l’80% della produzione idroenergetica è notoriamente generata proprio a Terni che viceversa ottiene una quota frazionale di già modesti canoni idroelettrici regionali. Città che fino al 2018 riceveva addirittura nulla. Si tratta di uno scippo miliardario ma gli autoctoni – commenta l’associazione – non paiono capire l’enorme valore delle proprie risorse naturali; non le sanno difendere, né sanno farsi sentire con chi di dovere”

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