Ast, il Consiglio Comunale incalza la Regione: “Venga a riferire a Palazzo Spada”

Approvato un atto di indirizzo del consigliere di FdI su Ast: il consiglio comunale chiede alla Regione e al governo chiarimenti sul piano energetico e sugli interventi futuri.

Il consiglio comunale di Terni ha approvato un atto di indirizzo riguardante l’Accordo di Programma per l’Ast, proposto dal consigliere Marco Cecconi di Fratelli d’Italia. Il documento analizza le criticità e le opportunità legate alla fabbrica ternana, con particolare attenzione alla questione energetica, e chiede maggiore chiarezza nelle interlocuzioni tra istituzioni.

Secondo quanto riportato nel testo, “il nodo principale è rappresentato dai costi eccessivi dell’energia”, un tema particolarmente rilevante per un’azienda energivora come l’Ast, soprattutto per lavorazioni strategiche come il magnetico. Questo problema, si legge nel documento, è riconducibile a scelte poco lungimiranti fatte in passato a livello nazionale e che ora gravano sull’intero sistema produttivo italiano.

Nonostante le difficoltà, l’atto sottolinea come sia già delineata una soluzione a lungo termine: “a partire dal 2029, grazie alla gara per la futura gestione della centrale di Galleto, costruita con lungimiranza dalla precedente giunta regionale, sarà possibile riappropriarsi delle fonti energetiche locali.” Nel frattempo, però, è necessario sostenere l’Ast nella fase transitoria.

L’Accordo di Programma, del valore complessivo di 1 miliardo di euro (di cui 300 milioni provenienti da fondi pubblici), rappresenta un’occasione cruciale per lo sviluppo dell’azienda. Il documento evidenzia che, “nonostante le restrizioni europee in materia di aiuti di Stato, il governo nazionale ha ribadito la disponibilità a supportare la Regione nel definire interventi-ponte.”

Il testo approvato invita il sindaco e la giunta comunale “ad adoperarsi per invitare nella commissione consiliare competente l’assessore regionale allo sviluppo economico”, per fare chiarezza sulle interlocuzioni in corso con il Ministero e sulle iniziative previste. Questo passaggio è considerato essenziale per garantire una firma dell’Accordo entro febbraio, come auspicato nel confronto del 30 dicembre scorso.

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