Casa condivisa e borse lavoro, la sfida del Comune per una vita autonoma: “L’inclusione al centro”

L'assessore al welfare Altamura sul progetto di Palazzo Spada per 12 ragazzi con disabilità cognitiva e relazionale: "Stage con più soldi e già pronto il budget per prolungare ancora l'iniziativa"

“Noi non abbiamo dato solo una casa, abbiamo fatto in modo che questi ragazzi avessero un lavoro e portassero a casa dei soldi, perché l’esperienza fosse ancora più piena. E lo abbiamo fatto in silenzio, senza clamore”. Il sindaco Stefano Bandecchi aveva aperto la conferenza stampa di inizio anno puntando i fari sul progetto di vita autonoma che ha preso il via nei giorni scorsi col simbolico taglio del nastro dei due appartamenti Ater in zona San Giovanni.

L’obiettivo è favorire e sostenere l’autonomia delle persone con disabilità e la permanenza nella comunità territoriale e favorire l’inclusione socio-lavorativa attraverso la costruzione di progetti personalizzati mediante lo strumento del tirocinio extracurriculare sulla scorta delle normative vigenti: “Siamo i primi in Umbria a farlo”, dice Bandecchi.

Ora, con la chiusura dell’avviso pubblico che ha individuato i 12 beneficiari del progetto l’assessore al welfare Viviana Altamura fa il punto con Terni Tomorrow: “Al fianco di questi ragazzi – spiega – c’è un team di esperti che li ha accompagnati nella consapevolezza del percorso, particolarmente per il fatto che ora hanno una casa dove sperimentare la vita autonoma ed inoltre – relativamente ai 7 che non lo avevano ancora – è stato avviato un percorso di avviamento al lavoro grazie al Sal, il servizio comunale dedicato. Questo è il vero valore aggiunto: a questo scopo sono stati rimodulati i fondi Por Fse per arrivare a tirocini lavorativi da 450 euro rispetto ai 150 precedenti. Ognuno di questi ragazzi viene indirizzato in base alle proprie inclinazioni ed al proprio percorso scolastico”. Uno di questi, per esempio, spiega l’assessore, ha frequentato l’istituto alberghiero ed ora lavora in un bar ristorante. I contratti sono stage retribuiti per la durata di 16 mesi rinnovabili.

Si tratta per il momento di ragazzi tutti con disabilità cognitivo-relazionali ed in possesso della 104 ma con uno standard che consente loro alcune ore di autosufficienza, ma  un appartamento è stato anche predisposto per accogliere in futuro anche quelli con disabilità motorie e in carrozzina: “Abbiamo ristrutturato una delle due cucine in modo che sia accessibile in tutti i suoi pezzi per le persone in sedia a rotelle: dal lavandino al piano cottura, al frigorifero”. Le risorse complessive destinate al progetto ammontano a 715.000 euro. I percorsi di vita dei ragazzi stabiliranno i tempi di permanenza: “Mano a mano che i ragazzi troveranno sistemazioni diverse, gli inquilini delle due case cambieranno – dice l’assessore – Ovviamente c’è una durata del progetto, ma noi abbiamo già destinato i soldi perché vada avanti”.

“Questi due appartamenti- prosegue l’assessore – rappresentano molto di più di un risultato concreto: sono un simbolo di quello che il nostro territorio può fare quando le Istituzioni, i cittadini, le associazioni lavorano insieme per un obiettivo comune. Grazie ai fondi PNRR abbiamo dato vita a un progetto che non si limita a rispondere ai bisogni abitativi, ma che pone al centro valori fondamentali come l’autonomia, l’inclusione, la dignità della persona”.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Presto il progetto: "Faremo i lavori d'urgenza, Regione e Governo ci rimborseranno"...

Un altro ufficio postale che chiude per ristrutturazioni in provincia di Terni. Ora è la...

Il sindaco: "I ternani vedano chi vuole davvero farlo e chi pensa solo a logiche...

Altre notizie