“Propaganda anti-abortista senza contraddittorio agli studenti”. Bufera sullo spettacolo teatrale al Secci

Interrogazione del Partito Democratico dopo la partecipazione obbligatoria degli studenti delle superiori: "Genitori e ragazzi non avvisati del contenuto e nessuna dialogo sull'argomento"

Bufera in vista in consiglio comunale. Il Partito Democratico, con una interrogazione a firma dei consiglieri Emidio Gubbiotti e Pierluigi Spinelli chiedono spiegazioni all’assessore alla cultura Viviana Altamura che ha autorizzato gli studenti delle scuole superiori di Terni alla visione dello spettacolo anti-abortista “Cinque donne del Sud”, al Teatro Secci lo scorso 5 febbraio.

Uno spettacolo inserito nell’ambito delle manifestazioni valentiniane e che – sottolineano – è stato proposto senza contraddittorio, nè discussione preliminare o successiva ed introdotto dal Movimento per la Vita e dal vescovo monsignor Soddu. Al termine, inoltre, l’attrice protagonista ha espresso la propria posizione contraria all’interruzione volontaria di gravidanza.

“Ciò che ha suscitato sconcerto tra le famiglie e gli studenti – scrive il Pd – è stata la mancanza di una comunicazione chiara da parte delle istituzioni scolastiche. I ragazzi, come le famiglie, non erano informati del contesto, né tantomeno erano stati messi in grado di approfondire un tema che è delicato, particolarmente per una platea di adolescenti”.

“Ancora più grave – affondano i dem – è il fatto che l’Altamura molto ha elogiato l’amministrazione di cui fa parte, per l’attenzione che dedica alla cultura come strumento di formazione dell’identità. Non possiamo fare a meno di notare del grottesco in questo ossimoro. Facciamo presente che in Italia vige una norma, che negli anni ha tutelato la salute e la vita stessa di migliaia di donne che hanno potuto usufruire di servizi sanitari pubblici sicuri senza bisogno di ricorrere a quello di pietose “mammane” o a pericolosi rimedi casalinghi per interrompere gravidanze”. E sottolineano come anche fra i cattolici ci siano opinioni molto diverse sul tema dell’aborto: “Dare per scontato che non siano offese dalla propaganda antiabortista è tutt’altro che lungimirante.”, dicono.

Infine, il Pd esprime rammarico per il fatto che la componente ideologica abbia oscurato il valore culturale dello spettacolo teatrale. “Peccato per lo spettacolo, che nonostante sarà sicuramente di alta qualità, è stato messo in secondo piano dalla semplificazione della propaganda”, si legge nella nota nella quale il Pd sottolinea anche come la partecipazione allo show fosse obbligatoria e non opzionale

“Rimane un’occasione persa per tanti studenti che avrebbero potuto fruire di un momento culturale sereno attraverso la scuola e avere il giusto spazio di elaborazione, proprio per formare la loro identità”, conclude il Pd, ribadendo la necessità di un approccio più trasparente e rispettoso delle diverse sensibilità.

Nel testo dell’interrogazione, Spinelli e Gubbiotti chiedono all’assessore se lo spettacolo non sia stato utilizzato per pura propaganda su un punto di vista come quello dell’interruzione di gravidanza “che è da sempre al centroo di un acceso dibattito sociale, culturale e politico”.

Interviene anche il M5S

Si accoda il Movimento 5 Stelle con una nota a firma di Claudio Fiorelli, che ha sottoscritto la stessa interrogazione: “L’imposizione di una visione unilaterale su temi delicati come l’interruzione di gravidanza è inaccettabile, soprattutto in un contesto scolastico. Le famiglie non sono state informate e non c’è stato spazio per un dibattito aperto e pluralistico. Una grave ingerenza della politica volta ad imporre una visione unilaterale che non tiene conto delle diverse sensibilità, presenti anche nel mondo cattolico. L’assessora Altamura deve garantire che la scuola sia un luogo dove diverse sensibilità possano essere rappresentate e discusse, non un palcoscenico per la propaganda”, scrive

La risposta dell’assessore

Al question time ha risposto l’assessore Altamura. “Si conferma, come già dichiarato, che la rappresentazione ha avuto in massima parte un particolare apprezzamento dei docenti e degli studenti per i contenuti, per la forza emotiva e per l’iniziativa in sé”, ha spiegato,  precisando inoltre che “non sono note lamentele o disagi legati ai messaggi veicolati attraverso il mezzo creativo del linguaggio teatrale”.

L’assessore ha poi smentito le affermazioni secondo cui le scuole non sarebbero state informate adeguatamente sui contenuti dello spettacolo: “non corrisponde al vero, né può essere verosimile, poiché lo spettacolo è ampiamente rintracciabile sul web, con approfondimenti e commenti dedicati”.

Secondo Altamura, lo spettacolo ha avuto un valore educativo, narrando “come è cambiata la nostra vita: la coppia, il rapporto tra madri e figli, l’emancipazione femminile”. La rappresentazione ha attraversato epoche storiche diverse, mettendo in scena cinque donne di differenti generazioni, dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, mostrando le trasformazioni culturali e sociali attraverso il loro vissuto.

L’assessore ha anche affrontato il tema dell’eventuale discussione successiva ai contenuti dello spettacolo nelle scuole, chiarendo che non rientrava nei compiti dell’Assessorato stimolare un ulteriore approfondimento. “Se le scuole abbiano – noi ce lo auguriamo – approfondito i temi, ampi e degni di attenzione, legati all’emancipazione femminile e alla battaglia per i diritti delle donne, questo non è rientrato nelle attività dirette dell’Assessorato, ma è stata o sarà libera e autonoma iniziativa didattica dei docenti delle singole classi, proprio per evitare di fare propaganda”.

Infine, Altamura ha respinto le polemiche legate alle dichiarazioni dell’attrice protagonista sul tema dell’interruzione di gravidanza. “Riguardo alla dichiarazione che ‘al termine della rappresentazione la stessa attrice protagonista, dal palco, ha esternato proprie personali considerazioni sul tema dell’interruzione di gravidanza’ non deve essere oggetto di alcuna interrogazione o discussione, perché la stessa attrice ha fatto considerazioni personali che vanno rispettate“. L’assessore ha concluso sottolineando che “le considerazioni personali dell’attrice, in quanto tali e al di fuori peraltro della rappresentazione teatrale, restano tali, degne del massimo rispetto”, ribadendo che lo spettacolo non è stato utilizzato per fare propaganda.

 

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1 anno fa

sempre andammo indietro! ai tempi del Medioevo.. ancora stanno a pensare all’aborto!
e`legadle come giusto che sia dal 1970!
debbiamo andare avanti con i diritti civili
se hai gente che ancora non gli va bene.. posso andare a vivere in qualche paese Fondamentalista.. sotto l’ISIS.. cosi si sentono in casa!

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1 anno fa

che vergogna

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