Bandecchi su Ast: “Arvedi mi disse: datemi retta o chiudo”. Regione: “No a disimpegno”

Il sindaco ai margini della processione di San Valentino: "Da oggi è guerra". Critiche sulle dichiarazioni di Menecali, annunciati controlli e blocco dei permessi edilizi.

Stefano Bandecchi risponde alle parole dell’ad di Ast Dimitri Menecali, che ha confermato lo stop agli investimenti e alla firma dell’accordo di programma senza un piano per l’energia. Intervistato dai colleghi di Terninrete a margine della processione di San Valentino ha avuto parole durissime per l’azienda cremonese: “È la cosa più idiota che potessero dire. Da ora in poi inizierà una guerra santa, perché il loro atteggiamento è insostenibile e inaccettabile per la città di Terni e per la Regione”

E svela un retroscena: “Ricordo quando Arvedi disse a me che, se non gli davamo retta, avrebbe chiuso tutto e mandato tutti a casa. Lo ha detto davanti al vicesindaco, all’amministratore delegato e a suo nipote. Ho tenuto riservata questa cosa fino ad oggi, ma ora basta. Arvedi ha c. fuori dal vaso. Il governo centrale deve intervenire

Bandecchi ha annunciato azioni immediate nei confronti dell’acciaieria: Il nostro rapporto, che era buono, diventerà cattivo. Da domani stesso comincerò tutti i giorni a mandare i vigili urbani a vedere che cosa succede all’interno di questa acciaieria. Cominceremo a fare misurazioni più precise e vedremo chi tra noi vincerà la partita, perché sono stati totalmente inopportuni”.

Sulla posizione dell’industriale Giovanni Arvedi, proprietario di Ast, il sindaco ha rincarato la dose: “Se Arvedi continuerà con questo muro contro muro, avrà dei problemi, perché l’energia elettrica non è mai entrata nell’accordo di programma. Il signor Arvedi ha fatto a Terni il fatturato più importante di sempre, pagando l’energia più cara di sempre. Farebbero bene a chiedere scusa e tornare indietro, altrimenti da oggi stesso la guerra è iniziata”. Troppi giorni vengono superati i valori di inquinamento dell’aria e d’ora in poi saranno problemi. Inoltre, non otterranno alcun permesso per costruire, perché l’atteggiamento che hanno tenuto fa schifo”.

La posizione dell’assessore De Rebotti

Intanto, sul fronte della Regione, si registra la presa di posizione dell’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti che definisce “un’enorme perdita di tempo e una generale e infruttuosa pantomima” la vicenda dell’accordo di programma.

Fin da subito è stato chiaro che l’incaglio fosse, come più volte ripetuto, il tema del costo dell’energia e i rinvii per la firma dei mesi scorsi, giustificati dalla prossimità delle elezioni regionali, si dimostrano oggi con evidenza solo un inutile e dannoso tentativo di procrastinare il nulla – dice in una nota –  Perché, è questa la verità, mai si sono costruite soluzioni che ne permettessero la definizione. Oggi la vicenda rischia di condizionare pesantemente il futuro di Ast, della tenuta occupazionale e del progetto industriale all’interno del quale sono contenuti importanti investimenti di matrice ambientale”.

E annuncia di portare di nuovo la questione sul tavolo del Governo e fino a Bruxelles, coinvolgendo i parlamentari umbri: “Subito un tavolo ministeriale. Non sono più permessi disimpegni per nessuno degli attori in campo. Lo dobbiamo ai lavoratori e alla comunità ternana e regionale”

 

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