Questa mattina, a Terni, si è tenuta la celebrazione del Giorno del Ricordo, istituito per onorare le vittime delle Foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata. La cerimonia si è svolta in Corso del Popolo, con la partecipazione di delegazioni civili e militari, il saluto delle autorità e la deposizione di una corona sotto la targa commemorativa.
Il discorso del sindaco: il ricordo attraverso la musica
Nel suo intervento, il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha voluto rendere omaggio alle vittime dell’esodo citando la canzone 1947 di Sergio Endrigo, brano che racconta il dramma di chi fu costretto ad abbandonare la propria terra. Endrigo, nato a Pola, visse sulla propria pelle l’esperienza dell’esilio e trovò in Terni la sua città d’adozione. “Un grande poeta e formidabile artista – ha dichiarato Bandecchi – che con la sua musica ha saputo trasmettere la memoria di un dramma collettivo molto prima che venisse istituito ufficialmente il Giorno del Ricordo”.
Il sindaco ha sottolineato come il brano 1947, scritto nel 1969, anticipò di 36 anni il riconoscimento ufficiale della tragedia dell’esodo, avvenuto solo nel 2005 con l’istituzione della giornata commemorativa.
La memoria come strumento per il futuro
Bandecchi ha poi ribadito l’importanza di preservare la memoria storica senza alimentare risentimenti, ma con la consapevolezza di impedire che tragedie simili si ripetano. “L’odio e la pulizia etnica non devono trovare cittadinanza nella società contemporanea – ha affermato – e l’Italia, ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale anche grazie al contributo degli esuli istriani, fiumani e dalmati, deve guardare al futuro nel segno della collaborazione tra i popoli, della libertà e della comprensione reciproca”.
Ci si è poi spostati al Palazzo del Governo dove identico ricordo è andato in scena alla presenza della Prefetto Antonietta Orlando. In apertura, il Prefetto Antonietta Orlando ha sottolineato l’importanza della conoscenza di una pagina triste e drammatica della nostra storia contemporanea, sinora purtroppo trascurata dalla memoria collettiva. Il Prefetto ha, in particolare, rimarcato l’importanza di ricordare la vicenda delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati, costretti ad abbandonare le loro terre e le loro case dopo la seconda guerra mondiale, come omaggio alle vittime e come insegnamento, soprattutto per le nuove generazioni, della tolleranza, della solidarietà e della comprensione verso gli altri.
Nell’ambito della cerimonia, il direttore dell’archivio di Stato di Terni Daniele Scopigno ha fornito un contributo storico-archivistico, anche in chiave locale, all’interno del quadro più ampio degli accadimenti del secondo dopoguerra in quelle terre.
All’evento commemorativo hanno partecipato il Vescovo di Terni-Narni- Amelia, i vertici delle Forze di Polizia provinciali, il vice Direttore del Polo di Mantenimento delle Armi Leggere di Terni, il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, il Sindaco di Terni, il Vice Presidente della Provincia, il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – ambito di Terni, oltre ad alcuni docenti e studenti delle classiterze del Liceo classico artistico e del Liceo Scientifico Renato Donatelli.
Prima ancora, alle 11, ai Giardini Pubblici de La Passeggiata, la Polizia di Terni ha svolto una cerimonia in memoria dell’ultimo Questore di Fiume, Giovanni Palatucci. Nel giorno dell’anniversario della sua morte, avvenuta nel 1945 nel campo di Dachau a soli 36 anni, il Questore di Terni, Luigi Mangino, ha ricodato il sacrificio del poliziotto, Medaglia d’oro al merito civile che durante la reggenza della Questura di Fiume salvò dall’arresto e dalla deportazione centinaia di ebrei e di cittadini perseguitati. La cerimonia si è svolt sotto l’albero d’ulivo piantato nel parco, dove è stata apposta la targa ricordo.
Ad accompagnare la cerimonia le note del “Silenzio” suonato da un giovane musicista, studente del Conservatorio “Briccialdi”.