Dopo lo stop della Regione a Umbria Jazz nel ternano a seguito delle dichiarazioni dell’assessore alla cultura Michela Bordoni sui soldi da versare, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Palazzo Spada interviene con un atto di indirizzo – primo firmatario Marco Celestino Cecconi– che ha come obiettivo riallacciare proficue relazioni con la Fondazione Umbria Jazz e provare a rilanciare l’edizione ternana, creando le condizioni per una promozione ed uno sviluppo della stessa
Nell’atto di indirizzo, Fratelli d’Italia sottolinea come la manifestazione sia diventata fra le più prestigiose in Italia, al pari di eventi come il Festival pucciniano di Torre del Lago, il Festival dei Due Mondi o la stagione del Teatro Regio di Parma: “Indagini condotte insieme con l’Università- proseguono – ne hanno comprovato i benefici economici (in termini di flussi turistici, incremento del volume d’affari delle attività commerciali, delle strutture ricettive e di ristorazione e così via), documentando che “ogni euro investito per UJ corrisponde a 3 euro di ricavi per l’economia del territorio”.
Concentrandosi poi su come il brand sia ormai riconoscibile in Regione e in Italia, FdI sottolinea come “la costanza nelle date e nella programmazione è una delle ragioni della riuscita anche dell’edizione invernale di Umbria Jazz” e come “l’edizione invernale di Orvieto, a cavallo delle festività di fine anno, ha puntato tutto sulla messa a fuoco di una propria identità nei contenuti e, appunto, nella ricorrenza delle date: due elementi che – insieme – hanno radicato e promosso anche questo secondo appuntamento annuale, consegnandolo al successo di pubblico ed al beneficio che l’economia cittadina ne ha tratto”.
Fu Ciaurro, come ricordano i meloniani, a portare in città Umbria Jazz negli anni 90, costruendo “un percorso virtuoso” con la fondazione e la rassegna a Terni, calendarizzata nella settimana delle festività pasquali, aveva innanzitutto restituito alla nostra città quel pezzo delle origini e della storia di questa manifestazione, che le “apparteneva di diritto: dato che il primo concerto in assoluto di questa rassegna musicale si era tenuto proprio a Terni, ed esattamente a Piediluco, nella bellissima location di Villalago, il 19 agosto 1973”.
Il brand Umbria Jazz, spiega FdI aveva a Terni una specifica identità musicale ed attrattiva (gospel e soul soprattutto) : “Con l’avvento dell’amministrazione Raffaelli – scrivono – è prevalsa la scelta – fallimentare – di rinunciare ad un simile brand, annullare l’edizione pasquale di Umbria Jazz e sostituire l’appuntamento con un ben più provinciale “Terni in Jazz”: proposta che, a parità di impegno economico per il Comune, ha prodotto risultati infinitamente più modesti in termini di pubblico e di attrattività; dopo quella disastrosa esperienza, negli anni successivi, per tentare di porre rimedio all’ingiustificato divorzio tra il Comune di Terni ed Umbria Jazz, è stata intrapresa la strada di “Umbria Jazz week end”: una strada che avrebbe avuto bisogno di essere percorsa con determinazione e costanza, un’adeguata promozione pubblicitaria, una sicura riconoscibilità nelle date, una marcata riconoscibilità nei contenuti dell’offerta musicale”.
Da qui l’invito appunto a riallacciare i rapporti per riportare a Terni una edizione completa della rassegna.