L’accumulo di rifiuti negli ambienti naturali rappresenta una minaccia sempre più grave per gli ecosistemi e la salute umana. Secondo le stime globali, ogni anno finiscono nei fiumi, nei laghi e negli oceani tra 9 e 23 milioni di tonnellate di plastica, mentre altri 13-25 milioni di tonnellate si disperdono negli ecosistemi terrestri. Il problema riguarda direttamente anche l’Europa: un recente report dell’Agenzia Europea per l’Ambiente ha evidenziato che ogni anno oltre 600 milioni di oggetti galleggianti entrano nei mari regionali europei dai fiumi di 32 paesi. Il Mar Mediterraneo riceve il 36% di questi rifiuti, con l’Italia tra i principali paesi coinvolti, responsabile dell’11,3% dell’apporto di macro-rifiuti fluviali, seconda solo alla Turchia.
Il progetto Plasticentro: un’azione concreta per i fiumi italiani
Per contrastare l’inquinamento da plastica nei corsi d’acqua, è stato avviato Plasticentro, un progetto guidato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, con la collaborazione di Enea, Arpa Umbria, Arpa Lazio e Legambiente. L’iniziativa coinvolge numerose realtà territoriali, tra cui Regione Lazio, Regione Marche, Regione Abruzzo e Regione Umbria, oltre a istituzioni e aziende del settore idrico.
L’obiettivo è intercettare e raccogliere i rifiuti plastici presenti nei fiumi Tevere, Nera, Aniene e Tronto, agendo prima che raggiungano il mare. Il progetto, che durerà fino a dicembre 2026, prevede azioni di pulizia, censimento e catalogazione dei rifiuti, oltre a interventi di sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza.
“Siamo veramente soddisfatti per l’avvio del progetto Plasticentro”, ha dichiarato Marco Casini, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale. “Grazie alla collaborazione con prestigiosi partner, potremo avviare un’importante indagine e contribuire a liberare i fiumi dalla plastica. L’approvazione della Legge Salva Mare nel 2022 ha reso possibile tutto questo, semplificando il recupero dei rifiuti e garantendo i finanziamenti necessari”.
Dalla pulizia dei fiumi al monitoraggio dei rifiuti
Le attività del progetto si concentreranno su due tipologie di rifiuti plastici:
- Microplastiche, particelle difficili da intercettare e altamente inquinanti
- Macro-rifiuti, rifiuti di grandi dimensioni che si accumulano sulle sponde e nelle acque
Legambiente coordinerà iniziative di River Litter e Beach Litter, coinvolgendo volontari per la raccolta e catalogazione dei rifiuti lungo le sponde dei fiumi Tevere, Aniene e Tronto e sulle spiagge vicine. “Il progetto Plasticentro rappresenta una grande opportunità per proseguire il lavoro svolto dalla nostra associazione”, ha commentato Martina Palmisano, Vicedirettrice di Legambiente Umbria. “Grazie all’impegno dei volontari, abbiamo già realizzato numerose attività di river litter, raccogliendo e catalogando centinaia di rifiuti lungo le sponde del Tevere”.
I rifiuti raccolti saranno differenziati e affidati alle società di gestione rifiuti per un corretto smaltimento o riciclo. Tutti i dati raccolti verranno analizzati dall’ufficio scientifico di Legambiente e serviranno per elaborare un Protocollo standard da condividere con i Comuni, con l’obiettivo di prevenire l’inquinamento futuro e adottare misure efficaci.
L’impatto dei rifiuti sui corsi d’acqua
L’inquinamento da plastica nei fiumi non è solo un problema ambientale, ma ha anche gravi conseguenze per le comunità locali. I rifiuti possono:
- Ostruire fognature e infrastrutture idrauliche, aumentando il rischio di alluvioni nelle città
- Danneggiare la biodiversità e compromettere la navigabilità dei fiumi
- Impatto negativo sul turismo e sul valore immobiliare, con sponde fluviali invase dai rifiuti
Uno studio condotto da ISPRA e Legambiente ha analizzato la presenza di rifiuti sulle sponde di 16 fiumi italiani tra il 2021 e il 2023, rilevando una media di 457 oggetti ogni 100 metri. La plastica rappresentava il 56% del totale, con una netta prevalenza della plastica monouso.
“Questa iniziativa non si limita alla pulizia dei fiumi, ma vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema che riguarda tutti”, ha sottolineato Palmisano. “L’inquinamento da microplastiche è un’emergenza invisibile, che possiamo combattere solo con un’azione coordinata e consapevole”.