La situazione nello stabilimento Forvia-Faurecia è sempre più preoccupante. L’incertezza sul futuro industriale sta alimentando il malcontento tra i lavoratori e i sindacati locali. La Rappresentanza Sindacale Unitaria (Rsu) e la Fiom-Cgil esprimono un forte disagio nei confronti delle decisioni aziendali degli ultimi anni, facendo leva sui rischi legati al piano industriale. “Ci aspettiamo che quanto concordato non venga messo in discussione”, affermano in una nota congiunta, chiedendo un incontro urgente con l’azienda per chiarire lo stato attuale della situazione e ottenere garanzie concrete per i lavoratori.
Forvia-Faurecia ha avviato un processo di riorganizzazione con l’obiettivo di superare le difficoltà legate alla crisi del settore automotive. Tuttavia, i sindacati temono che tali iniziative non siano altro che l’inizio di una serie di misure più drammatiche, tra cui possibili riduzioni di personale e altre difficoltà economiche. Dopo la ristrutturazione che ha già comportato 50 esuberi nel 2024, l’azienda sembra orientata a chiedere nuovamente la cassa integrazione ordinaria, un provvedimento che preoccupa i lavoratori. “Il rischio – avvertono Rsu e Fiom – è che, una volta terminata la cassa integrazione, i lavoratori restino senza ulteriori tutele”. Un’ipotesi che alimenta l’inquietudine di chi già oggi vede il futuro produttivo dello stabilimento in forte pericolo.
L’altro fronte che preoccupa i sindacati è il portafoglio ordini dell’azienda, che al momento si limita a progetti già in corso, come quelli legati a Iveco e Ferrari, senza alcun segnale di nuovi investimenti o opportunità di diversificazione. “Non vediamo alcuna prospettiva di sviluppo” affermano i rappresentanti sindacali, “e temiamo che lo stabilimento di Terni possa essere relegato a un ruolo marginale, limitato alla produzione di ricambi per veicoli a fine ciclo”. Le proposte di diversificare la produzione, in particolare con l’introduzione di settori innovativi come gli autobus a idrogeno, non sono state accolte dall’azienda, che sembra voler puntare solo sui suoi tradizionali sistemi di scarico.
In questo clima di incertezza, i lavoratori di Forvia-Faurecia si preparano a scendere in piazza. Il 28 marzo è stato indetto uno sciopero dei metalmeccanici, con un presidio alle 10 sotto la sede di Confindustria a Terni. L’iniziativa non riguarda solo la difesa dei posti di lavoro, ma anche il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. “Questo è il momento di far sentire la nostra voce – dichiarano i sindacati – per manifestare il nostro disappunto sulle relazioni industriali e chiedere coerenza con gli accordi presi”. La richiesta di misure più ampie, come la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per i comparti in crisi, è un altro tema caldo che verrà sollevato durante la protesta.
Sul fronte istituzionale, l’annuncio di un tavolo regionale sull’automotive è stato accolto con favore, ma anche con una certa cautela. “Speriamo che si passi presto dalle parole ai fatti”, commentano i sindacati, “perché anche nel migliore dei casi, il ritardo accumulato è già significativo”. Nei prossimi giorni, Rsu e Fiom cercheranno di avviare un confronto diretto con l’azienda, chiedendo impegni concreti, come il rinnovo del contratto d’affitto del capannone che ospita lo stabilimento, un segnale che potrebbe, seppur simbolico, restituire speranza e fiducia alla comunità lavorativa.