Un incontro carico di significato si è tenuto l’8 aprile al centro antiviolenza Barbara Corvi di Narni, presso la sede del Beata Lucia. L’evento, dal titolo “In/Rete, voci contro la violenza di genere”, è stato promosso dal Forum Donne di Amelia in collaborazione con la Fondazione Una Nessuna Centomila, e ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, artisti e attivisti impegnati sul fronte della sensibilizzazione e del contrasto alla violenza di genere.
Una rete di voci e testimonianze
L’incontro si è aperto con l’intervento di Maria Teresa di Lernia, presidente del Forum Donne, che ha sottolineato la necessità sempre più urgente di approfondire e discutere il tema della violenza di genere, promuovendo un confronto che unisca istituzioni, cittadini e cultura.
Tra gli ospiti, Giulia Minoli, presidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, ha portato l’esperienza della sua realtà impegnata nel sostegno delle donne vittime di violenza. A seguire, le voci di Anna Foglietta, attrice e attivista, e Alessio Vassallo, attore e testimonial, hanno arricchito il pomeriggio con letture e riflessioni toccanti, capaci di evocare emozioni forti e coinvolgere il pubblico in un percorso di consapevolezza.
Presenza istituzionale e impegno civile
Hanno partecipato anche Mattea Fo, presidente della Fondazione Fo Rame, portando il contributo del Progetto Kore de Alcatraz, insieme al sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli e all’assessora alle politiche sociali Silvia Tiberti, che hanno ribadito l’importanza del ruolo dei centri antiviolenza nei territori e della collaborazione tra enti pubblici e realtà associative.
Giovani protagonisti del cambiamento
Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è stata la partecipazione attiva di molti giovani, segno di una nuova generazione attenta e pronta a schierarsi contro ogni forma di sopruso. Le testimonianze di donne che hanno trovato la forza di uscire dalla spirale della violenza hanno restituito speranza e determinazione, confermando quanto sia fondamentale il lavoro quotidiano di prevenzione e sostegno svolto dai centri antiviolenza.
L’importanza di educare all’affettività
A emergere con forza è stata anche la necessità di introdurre percorsi di educazione all’affettività nelle scuole, come strumento chiave per contrastare la cultura del possesso e promuovere relazioni sane e rispettose. Un investimento sulla formazione dei più giovani che, come ribadito più volte nel corso dell’incontro, rappresenta l’unica strada possibile per sradicare la violenza alla radice.