La casa circondariale di Terni potrebbe diventare la prima in Italia a introdurre i colloqui intimi tra detenuti e partner, un passaggio storico che segue la recente definizione delle linee guida da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e la sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito l’illegittimità del divieto generalizzato di tali incontri senza supervisione.
Non è stata ancora fissata una data ufficiale, ma agli interessati è stata comunicata la possibilità del 19 aprile, che potrebbe slittare solo di pochi giorni. A indicare l’urgenza è la scadenza del termine di due mesi fissato dalle ordinanze del magistrato di sorveglianza di Spoleto, Fabio Gianfilippi, che a inizio anno ha accolto i ricorsi di due detenuti contro il rifiuto della direzione carceraria a permettere incontri privati con le loro compagne. In caso di ulteriori ritardi, l’istituto rischierebbe una messa in mora.
Nel frattempo, la direzione del carcere di Sabbione, guidata da Luca Sardella e dalla comandante della polizia penitenziaria Vanda Falconi, ha predisposto uno spazio idoneo per gli incontri. In attesa delle risorse promesse dal Dap per l’installazione di due moduli prefabbricati, è stata allestita una stanza all’interno di un’area normalmente usata per i colloqui con gli avvocati, situata accanto alla sala magistrati. L’intervento, realizzato grazie al lavoro dei detenuti delle squadre di manutenzione, ha portato alla creazione di un ambiente climatizzato, con letto e servizi igienici, pensato per garantire dignità e rispetto della privacy.
Secondo quanto previsto dalle linee guida del Dap, gli incontri intimi saranno concessi una volta al mese per una durata massima di due ore, e potranno avvenire solo in spazi che non siano chiudibili dall’interno. Saranno esclusi da questa possibilità i detenuti sottoposti al regime del 41 bis e quelli in sorveglianza particolare, considerati potenzialmente pericolosi.
La misura arriva a più di un anno dalla pronuncia della Corte Costituzionale, che ha evidenziato come il diritto alla vita affettiva e relazionale dei detenuti rientri tra le componenti essenziali della dignità umana. Una novità normativa destinata a cambiare radicalmente l’approccio del sistema penitenziario italiano, che si allinea così a modelli già adottati in altri Paesi europei.
La struttura ternana si appresta dunque a segnare un precedente importante, che potrebbe fare da apripista per altre realtà carcerarie nel Paese. Un’iniziativa che pone l’accento sulla necessità di coniugare sicurezza, diritti e umanità, anche all’interno delle mura di un carcere.
[…] Terni è pronta a diventare pioniera di un evento storico, che – comunque la si pensi sul tema – cambierà profondamente la detenzione. Da Venerdì 18 nella casa di reclusione di Sabbione infatti aprira la cosiddetta “stanza dell’affettività”, un luogo in cui i detenuti potranno incontrarsi con le proprie partner nell’intimità. […]