“Frasi del genere non meritano alcun commento. Si qualificano da sé, tanto sono gravi”: l’avocato Giuseppe Sforza, a nome della famiglia di Ilaria Sula, commenta così il riferimento al femminicidio della studentessa di Terni nelle frasi per le quali è stato squalificato un dirigente di una squadra giovanile”. Così Giuseppe Sforza, avvocato della famiglia Sula, parlando all’Ansa relativamente alle frasi gravemente offensive alla memoria della ragazza e sulle donne pronunciate dal dirigente dello Sporting Terni Ernesto Galli e rivolte all’arbitro diciassettenne di Sangemini-Sporting Terni Under 17.
La reazione del Comune
Durissimi i commenti dell’assessore allo sport, ex calciatore ed allenatore, Marco Schenardi e di quello al welfare Viviana Altamura: “Occorre il massimo rispetto nei confronti della memoria di una ragazza barbaramente strappata alla vita, la cui morte è una ferita aperta per tutta la città – sottolinea Schenardi -Nel contempo invito tutte le società sportive, gli atleti e in generale chi ama lo sport a portare in alto i valori del rispetto e della lealtà al fine di eliminare certi deprecabili e incommentabili episodi. Tutti insieme possiamo e dobbiamo lavorare perché la violenza fisica e verbale sulle donne sparisca completamente una volta per tutte e non solo nello sport ma nella vita di tutti giorni. Lo sport, soprattutto quello giovanile, deve essere un luogo dove si diffondano i valori più alti, quelli del rispetto, della solidarietà, della sana competizione, dello spirito di squadra, non certo un contesto nel quale diffondere esempi inqualificabili e comportamenti abnormi”
“Sono profondamente scioccata e indignata. Non solo come amministratrice – dichiara l’assessore al Welfare Viviana Altamura – ma come donna e come madre. Il nome di Ilaria Sula, la sua memoria, il suo dolore, non possono essere trascinati nel fango. È un’offesa alla dignità di una giovane vittima e di un’intera comunità. Quelle parole non sono una semplice offesa, ma un atto grave, che colpisce due volte. Così si uccide ancora.
Terni non si riconosce in chi ha pronunciato quelle parole. Ma ha il dovere, oggi più che mai, di scegliere da che parte stare. Il mio impegno, come assessora e come cittadina, sarà totale: serve formazione, consapevolezza, cultura del rispetto”
Stefano Bandecchi parla invece a Tag24, il giornale del suo ateneo: “è un fatto gravissimo che un dirigente sportivo come qualunque altra persona al mondo del resto, abbia pronunciato frasi del genere: nessuno può dire una cosa di questo tipo. Si sa esattamente come la penso – ha aggiunto -, in ogni caso è inconcepibile che si possa dire a una donna, qualunque donna, che dovrebbe fare la stessa fine della povera Ilaria. Bisogna solo essere scemi. Nessun uomo sulla terra dovrebbe pronunciare queste parole. Come ho già avuto modo di dire, se per me chi ha ucciso Ilaria dovrebbe avere come punizione la pena di morte, chi dice frasi di questo tipo e con l’aggravante di averle pronunciate nell’ambito sportivo, per di più nello sport giovanile, una cosa così dovrebbe richiedere almeno un anno di reclusione. È una vera e propria violenza di genere, di una stupidità assoluta e totale”.
Le scuse della società
All’Ansa parla anche Maurizio Gambino, ex presidente rossoverde e patron dello Sporting Terni: “Molti di noi erano presenti con commozione e dolore ai funerali di Ilaria Sula e anche per questo l’accaduto ci colpisce molto – dice- “Sicuramente, lo dico a titolo personale e come presidente dello Sporting Terni, ci dissociamo completamente. Non sono testimone diretto, non ero presente al campo, ma chiedo alla giustizia sportiva, alla procura federale e, se verrà interessata, alla procura ordinaria di fare luce sull’accaduto e chiarire come sono andate le cose, anche nel pieno rispetto del diritto di difesa. Se fossi certo che un nostro giocatore, allenatore o dirigente avesse pronunciato una frase del genere, lo caccerei via immediatamente”. Il dirigente è padre di un calciatore della squadra ternana quindi si attendono in questo senso provvedimenti.
Il Coni: inammissibil
Fabio Moscatelli, membro della giunta regionale del Coni Umbria e delegato del Coni per Terni è amareggiato e sui social non si nasconde: “Faccio veramente fatica oggi a parlare di sport, quello con la S, quello che tutti noi amiamo. Non vorrei farlo perché credo che non si debba dare spazio e visibilità a chi non sa cosa sia lo sport e tanto meno il civile vivere insieme. Sento solo una grande tristezza. Il mio primo pensiero va ai genitori di Ilaria, al loro dolore nel vedere il nome della figlia sporcato dalla volgare follia di esseri inqualificabili e con loro l’arbitro dell’incontro incolpevole vittima di una barbarie a cui tutti dobbiamo dare il contributo per estirparla (…) Aenza rispetto non c’è e non può esserci condivisione. Un rispetto che va dato a tutti, indistintamente da ogni condizione e situazione. Perché non accada mai più”.