L’assessore allo sviluppo economico del Comune di Terni Sergio Cardinali, interviene sui recenti dati dell’istituto Tagliacarne che vedono un piccolo ma significativo rilancio dell’economia ternana.
“I dati dello studio Tagliacarne – dice Cardinali – tratteggiano la provincia di Terni come soggetto territoriale che sta bene interpretando le sfide dettate dalla transizione ecologica in atto.”
L’occupazione cresce del 7,7%, a fronte di una media nazionale dell’1,5%. Un segnale che conferma una tendenza già evidente per le istituzioni locali. “Per il sindaco Stefano Bandecchi e il sottoscritto – continua Cardinali – non sono altro che la conferma della strada intrapresa verso una politica di marketing territoriale che sta già producendo i suoi effetti estremamente positivi.”
A supporto del dato occupazionale, si registra anche un contenimento della cassa integrazione, aumentata solo del 3,5% rispetto a un +21,1% nazionale. In netta crescita anche i contratti stagionali (+15,8%), spinti dall’espansione del settore turistico-ricettivo. Progetti come la realizzazione dell’albergo nell’area ex Viscosa, il rilancio dei brand locali San Valentino e Cantamaggio, e la valorizzazione della Cascata delle Marmore, rappresentano iniziative chiave per destagionalizzare il turismo e consolidare posti di lavoro a lungo termine.
La creazione degli Studios cinematografici di Papigno e la detassazione del commercio cittadino sono ulteriori strumenti in campo per rafforzare la vocazione turistica e attrattiva del territorio. In parallelo, si lavora alla messa a sistema del turismo culturale, sportivo, religioso e ambientale, oltre alla valorizzazione dei prodotti tipici locali.
Export, investimenti e risparmio: l’economia tiene
La crescita delle esportazioni è del 4,3%, in controtendenza rispetto a un dato nazionale stabile. Positivo anche l’andamento dei depositi bancari e del risparmio postale (+1,9%), così come quello delle transazioni immobiliari (+1,6%), tutti superiori alle medie italiane.
Nel comparto industriale, il piano investimenti di Arvedi Ast e la firma imminente dell’accordo di programma porteranno gli investimenti a quota 550 milioni di euro, con ulteriori 400 milioni destinati alla produzione di acciaio magnetico, fondamentale per la ripresa del settore automotive.
Resta cruciale il tema energetico: le istituzioni si confronteranno a breve sulla questione delle concessioni idroelettriche in scadenza nel 2029, nodo centrale per il contenimento dei costi industriali.
La ripresa passa anche per la chimica tradizionale e i prodotti green, con il potenziamento del centro di ricerca Vitality e progetti sul recupero dei rifiuti per materie prime seconde. Il salvataggio della Moplefan, sostenuto da un tavolo attivo al MIMIT, mira a restituire credito bancario e prospettive di rilancio a uno dei poli chimici storici della provincia.
L’unico dato negativo riguarda le start-up innovative, in calo del 20,8% rispetto al -6,1% della media nazionale. Una criticità che ha spinto l’amministrazione ad accelerare su nuovi corsi universitari e sulla nascita del centro per l’innovazione tecnologica nell’ex incubatore Bic.
La sfida futura sarà quella di trasformare la ricerca in opportunità concrete per i giovani, puntando su batterie, idrogeno verde, nucleare ecologico e tecnologie di recupero per le scorie delle acciaierie. Obiettivo: offrire stabilità e crescita demografica, oltre a migliorare il benessere economico pro capite.