Museo delle armi leggere, la grande incompiuta compie 35 anni: “Fare presto, ci sono fondi”

Interrogazione del Partito Democratico sull'opera, di cui si parla dal 1990: "Porterebbe indubbi benefici in termini di sviluppo dell’offerta culturale del territorio e in termini economici, turistici, di posti di lavoro e di cura della storia"

Il Partito Democratico rilancia sulla necessità di aprire un tavolo per la realizzazione di un museo delle armi leggere alla Fabbrica d’armi. La questione è oggetto di una interrogazione da parte dei consiglieri dem.

I quali riassumono le tappe di una vicenda che si trascina da 35 anni, da quando cioè nel 1990 fu autorizzato il progetto da parte del Ministero della difesa che individuò i locali tra quelli della caserma Passarelli ubicati all’interno del comprensorio militare. Da allora il progetto è andato per tappe, senza mai però vedere la fine: “Nel 2000 – scrivono i dem – il ministro dei Beni Culturali Giovanna Melandri stanziò 2,5 Miliardi di Lire per la ristrutturazione; nel 2004 fu siglato un accordo tra ispettorato logistico dell’esercito e Comune per la cessione gratuita dei materiali”.

Ci sono poi voluti 13 anni per un atto di indirizzo che diede l’ok alla realizzazione, saltata però per mancanza di fondi, per arrivare al 2024 con un nuovo atto di indirizzo della Giunta, tuttora senza esito: “La realizzazione di tale Museo – scrivono -porterebbe indubbi benefici in termini di sviluppo dell’offerta culturale del territorio e in termini economici, turistici, di posti di lavoro e di cura della storia della nostra città e inoltre  favorirebbe l’implementazione di materiale quali armi e attrezzature di valore storico (dal 1600 ad oggi) e potrebbe ospitare cimeli appartenuti a ternani quali Elia Rossi Passavanti attualmente gestiti dalla fondazione Toe e non visitabili”.

I dem parlano di necessità di creare le condizioni per la realizzazione del progetto “per poter permettere a tale progetto di entrare a far parte del piano di valorizzazione dei beni culturali finanziato con il Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 regionale. Avremmo già disponibile il capitale umano e il know-how per l’implementazione e la gestione del Museo in quanto numerosi appassionati ed esperti che costituiscono l’associazione ad oggi denominata MIALT (Associazione Museo Internazionale delle Armi Leggere) sono già pronti e qualificati in questo settore”

Ricordando come questo progetto era nel programma elettorale della maggioranza i dem chiedono alla Giunta di convocare un tavolo con tutte le parti in causa e avviare l’iter del progetto

 

 

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