Detenuto tenta il suicidio nel carcere di Sabbione, poi la rissa: ferito un agente, danni ingenti alla struttura

La denuncia del Garante Caforio: "Nelle celle troppa gente, così è difficile da gestire anche per gli agenti in carenza di personale. Manca anche l'acqua nelle docce"

Monta la protesta al carcere di Terni. Il sovraffollamento – il 140 percento di detenuti in più rispetto capienza che ne fanno uno dei 10 penitenziari più affollati d’Italia – consentita sta innescando forti rivolte a Sabbione. La violenta protesta vede interessate due sezioni: la H e G, entrambe di ‘media sicurezza’, dove sarebbero state danneggiate telecamere, suppellettili e appiccato un incendio. Secondo quanto emerge, ci sarebbe un agente penitenziario ferito non gravemente (ha riportato lacera contuse alla testa, necessitando di punti di sutura)

La protesta è nata a seguito di un litigio durante una videoconferenza familiare di un detenuto, il quale, in preda alla disperazione, si è procurato un taglio alla gola. Un altro detenuto straniero, presente nei dintorni dello stesso reparto ha interpretato il gesto come una reazione a presunti maltrattamenti da parte del personale penitenziario anziché a motivi personali. Questa falsa convinzione ha innescato immediati disordini, rapidamente estesi a tutta la sezione di media sicurezza. Il caldo ed il sovraffollamento hanno fatto il resto?

“La situazione è stata per ore molto grave”, denuncia Fabrizio Bonino, segretario per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria- Sembra che i danni ai Reparti coinvolti sono stati significativi: si pensi che persino alcuni familiari di detenuti ci hanno contattato per avere notizie sulla situazione. Purtroppo, ancora una volta, il grido d’allarme lanciato dal Sappe rimane inascoltato da un’Amministrazione regionale sempre più distante e assente. Non a caso, buona parte dei gravi eventi critici violenti che accadono vedono protagonisti proprio detenuti assegnati da Firenze. Insomma, l’Umbria e le sue carceri sono diventate la discarica sociale della Toscana: e questo è inaccettabile! Per questo auspichiamo che la riapertura a Perugia del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Umbria avvenga in tempi rapidi”.

Dopo ore di tensione gli agenti hanno ripreso il controllo dell’area isolando il reparto e utilizzando dispositivi di sicurezza per sedare la rivolta. Tutti i detenuti coinvolti sono stati divisi e trasferiti nei passeggi dell’istituto a gruppi per una perquisizione generale. Il reparto è inagibile a causa dei danni strutturali e sarà necessaria una riallocazione provvisoria dei detenuti.

Il segretario generale del Sappe Donato Capece giudica la condotta dei detenuti violenti “irresponsabile e gravissima: sono quotidiane le nostre denunce con le quali evidenziamo che le carceri in Umbria (in sono ristrette in cella quasi 1.700 persone) sono ad alta: chi aggredisce un poliziotto aggredisce lo Stato e la risposta deve allora essere ferma ed immediata, anche riaprendo carceri nelle isole come Pianosa”. Rinnova al DAP la richiesta di potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria dei Repa

A confermare il quadro è anche  il garante dei detenuti Giuseppe Caforio. Il quale teme “sia solo l’inizio di un’estate di fuoco”. L’avvocato è in costante contatto con le due strutture e con le altre carceri, particolarmente Spoleto dove si sono riscontrati gli stessi problemi. Caforio ha informato la presidente della Regione Stefania Proietti e l’assessore Fabio Barcaioli che stanno seguendo la situazione.
“Ci sono problemi atavici – ha detto Caforio – che non sono stati ancora risolti. Le carceri sono sovraffollate, i detenuti costretti a stare in celle che dovrebbero ospitarne molti di meno. A Terni ci sono problemi con le docce perché l’acqua non arriva ai piani più alti. Ovunque mancano gli spazi. Con l’inizio delle ferie si acuisce poi il problema degli organici della polizia penitenziaria”.
Terni e Spoleto ospitano entrambi detenuti sottoposti al cosiddetto carcere duro. Le aree del 41 bis non sono state comunque interessate dalle proteste.

“Le carceri umbre stanno affrontando quotidianamente situazioni di particolare delicatezza,” ha spiegato Caforio, “non solo per il sovraffollamento cronico, ma anche per la tipologia dei detenuti, con un aumento dei soggetti con disturbi psichiatrici e dei tossicodipendenti”.

La richiesta del Sappe invece è diversa: “espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene ma anche la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario”. Inoltre chiede di dotare il personale delle carceri strumenti di tutela e garanzia non letali come i flash ball ed i bola wrap: il primo è un fucile che spara proiettili di gomma, già in dotazione alla Polizia Penitenziaria francese, mentre la seconda è un’arma di difesa che spara lacci bloccante le gambe dei riottosi, anch’essa già in uso ad alcune Polizie locali di alcune città italiane.

 

 

Subscribe
Notificami
guest
2 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
9 mesi fa

“Detenuti protestano”……fa già ridere così.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
9 mesi fa

Pori cocchi l’hanno caldo…..

Articoli correlati

Un investimento da 168 mila euro trasforma i servizi sanitari dell'hub regionale umbro, riducendo la...
La famiglia Caponi rivendica la proprietà dell'area balneabile dal 1969 e accusa il Comune di...
Il 22 e 23 marzo gli elettori di Matteotti e Campitello troveranno i seggi nelle...

Altre notizie