Nel cuore dell’estate, nei canili comunali di Terni, la lotta contro il caldo estremo è affidata unicamente all’amore e all’ingegno dei volontari. Nei rifugi di Colleluna e Monte Argento, l’assenza di un piano istituzionale anti-caldo costringe il personale volontario a soluzioni artigianali: teli ombreggianti, piscinette di plastica, e una costante attenzione ai bisogni dei cani ospiti.
A Colleluna vivono circa 150 cani, ognuno dei quali riceve quotidianamente cure e attenzioni grazie a chi, con spirito di servizio, cerca di rendere sopportabile la permanenza nel canile durante i mesi estivi. Tra gli accorgimenti più diffusi ci sono le piccole piscine, installate per offrire refrigerio, e la pompa dell’acqua che, pur destinata alla pulizia, diventa spesso una fonte di gioco e frescura per gli animali. Dietro ogni gesto, ogni ciotola riempita o piscina installata, c’è l’impegno quotidiano dei volontari.
Tuttavia, le difficoltà restano evidenti: dopo le 14, orario in cui operatori e volontari lasciano la struttura, non è più possibile cambiare l’acqua, e si deve attendere il giorno successivo per garantire nuovamente il minimo livello di comfort. Spesso si tenta di spostare gli animali nelle aree più fresche, ma la natura abitudinaria dei cani e la necessità di compatibilità tra individui rendono l’operazione complessa.
Una proposta concreta potrebbe arrivare dall’Afor, che potrebbe intervenire piantando alberi per creare aree d’ombra più durature. Al momento, però, tutto rimane affidato all’improvvisazione e alla buona volontà.
Secondo i volontari, però, la vera soluzione resta l’adozione. È il caso di Milo e Zoe, due cani entrati a febbraio a seguito della rinuncia di proprietà da parte dei loro precedenti padroni. Milo, un husky di nove anni, e Zoe, una meticcia di cane corso di dieci, sono inseparabili. La speranza è che possano trovare casa insieme, adottati da una stessa famiglia. Zoe, in particolare, ha conquistato tutti per il suo carattere dolce e la sua affettuosità.
Anche nel canile di Monte Argento si affronta l’emergenza caldo con soluzioni semplici ma efficaci. Teli, piscine, e stanze dotate di pale al soffitto vengono riservate ai soggetti più vulnerabili, come cuccioli, cani anziani o malati. Stefania Sebastiani, responsabile della struttura, sottolinea come la termoregolazione sia soggettiva e ogni cane debba essere monitorato individualmente. Le cucce offrono un discreto isolamento termico, ma nelle giornate più torride la vigilanza resta fondamentale.
L’assenza di un piano nazionale per la gestione del caldo nei canili pubblici è un nodo critico, e la situazione di Terni rappresenta purtroppo un esempio diffuso in tutta Italia. Senza linee guida o risorse strutturate, sono i volontari a garantire la sopravvivenza e il benessere degli animali nelle stagioni più estreme.