Castel Viscardo sfida i dazi di Trump e porta i suoi gelati nella Grande Mela

La tradizione umbra del gelato sbarca sulla 23esima strada di New York con Patrizia Pasqualetti

Le iconiche coppe gelato nate nel piccolo borgo umbro di Castel Viscardo approdano a New York, grazie all’iniziativa di Patrizia Pasqualetti, maestra gelatiera e custode di una lunga tradizione familiare. L’apertura della nuova gelateria “Eataly by Patrizia Pasqualetti” sulla 23esima strada, tra la Fifth e la Sixth Avenue, rappresenta molto più di un’espansione commerciale: è un ritorno alle radici.

“È il mio modo di onorare ciò che mio padre Giuseppe ha fatto nel nostro piccolo paese dell’Umbria”, ha raccontato Pasqualetti all’ANSA. Dopo le aperture a Boston, Los Angeles, San José e una prima sede a New York, questa è la quinta gelateria Pasqualetti negli Stati Uniti e la seconda nella metropoli americana. Tuttavia, questa nuova sede si distingue per la sua forte identità: “Quelle coppe che hanno segnato l’infanzia di tanti clienti oggi si possono gustare a New York, in una gelateria con tavolini, servizio e un’identità tutta sua”, ha spiegato l’imprenditrice.

Il locale è il frutto di una collaborazione rinnovata con Eataly e propone una rivisitazione contemporanea delle storiche coppe: contenitori in stile italiano, design curato, gelato artigianale prodotto con frutta maturata naturalmente e ricette tramandate. Pasqualetti ha tenuto a sottolineare che “il mio gelato non nasce da un algoritmo, ma da anni di ascolto, esperienza, dedizione. L’intelligenza artificiale non potrà mai replicare l’anima di un gusto”.

Le coppe sono servite con paletta, come da tradizione, e accompagnate da gusti simbolici come pistacchio, fragola e melone. E nonostante la distanza dalle radici italiane, l’artigiana resta fedele alla qualità delle materie prime. “Uso per l’80% ingredienti americani, ma continuo a importare, ad esempio, il pistacchio siciliano, che cresce sulla lava e si raccoglie ogni due anni”, ha rivelato.

Una parte importante della produzione è legata al territorio: molti degli ingredienti provengono da farm americane, realtà rurali locali che condividono la filosofia della filiera corta e sostenibile. Questo approccio rafforza il legame con i clienti e valorizza un tipo di gelato autentico, in cui “tutto è a vista: non abbiamo segreti”, spiega ancora Pasqualetti, che guida un team di oltre 30 dipendenti negli Stati Uniti.

Ma la qualità resta il cuore del progetto. “Insegno ai miei ragazzi la memoria del gusto, la lavorazione della frutta, la riduzione dello zucchero”, dice con orgoglio. E alla domanda su come affronti i dazi e le difficoltà logistiche, la risposta è netta: “Sfido tutti con la qualità”.

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