La linea lenta, i pendolari: “Impegno, rispetto e risposte, non solo pensiline: ne va del futuro dell’Umbria”

Seconda partecipata giornata dell'incontro organizzato da Ios ono una persona x Bene. La rappresentante del comitato pendolari: "Ci sono anziani col bastone e zoppicano perchè non ce la fanno ad arrivare ai binari est". Dai politici unità di intenti per provare a chiedere una deroga

Seconda giornata dell’evento “La linea lenta” dedicato al tema dei treni e dei pendolari, dopo la recente delibera dell’autorità dei trasporti che da dicembre porterà al trasloco dell’intero comparto delle corse di Umbria, Lazio, Marche e  Toscana da e per Roma lontano dalla direttissima, con un allungamento importante dei tempi di percorrenza.

Teatro dell’incontro la sala Bazzani del PalaSì,  ad organizzarlo l’associazione Io sono una persona X Bene e dall’associazione PalaSì entrambe presiedute da Sauro Pellerucci, moderatore dell’evento

RIGUARDA LA PRIMA GIORNATA

“Questo è un tema che sta muovendo la politica ed è un fatto positivo – commenta Sauro Pellerucci – perchè c’è di mezzo la mobilità e anche il territorio. I pendolari che muovono il lavooro sono la prima forma economica per la città, quindi questa deve diventare una priorità. Il treno è riconosciuto come il mezzo più sostenibile fra tutti, il Pnrr ha destinato 23,8 miliardi di Euro per l’ammodernamento delle Ferrovie e la disuguaglianza dei territori va colmata, come dice l’articolo 10 della Agenda 2030. L’Umbria e il centro Italia stanno vivendo situazioni anacronistiche”.

Michela Bordoni, assessore al bilancio del comune di Terni: “La Regione è un punto di passaggio, con un valore aggiunto da mettere in campo, per cui questa decisione risulta ancora più incomprensibile. Questa linea lenta che ci riporta indietro nel tempo fa male al Terni e all’Umbria e fra l’altro penalizza anche chi lavora per rendere attrattivi i territori”. Luca Tramini, assessore ai trasporti di Narni: “Bisogna evitare di cercare i colpevoli – dice Tramini – perchè questo è un tema che riguarda tutti. Dobbiamo difendere la funzione del trasporto pubblico: questa linea è vita, è la porta di accesso dell’Umbria su Roma, uno snodo chiave per creare lavoro e sviluppo”.

Laura Pernazza, già sindaco di Amelia e oggi consigliere regionale di Forza Italia sottolinea. “Per il mio territorio, il treno che conduce a Roma è fondamentale, visto l’elevato numero di persone che lì lavorano e si spostano verso la Capitale. In Regione si è fatto molto con l’acquisto dei treni superveloci, ora è assolutamente necessario fare rete per chiedere il rinvio di questa delibera. Bisogna poi mitigare questo disagio dei pendolari con dei sostegni”. E risponde indirettamente all’assessore De Rebotti sulla proposta di dividere questo indennizzo con Rfi: “Perchè se vogliono questo, non hanno stanziato nulla per il 2025 sul fondo regionale trasporti?”.

Guido Verdecchia, capogruppo di Ap in Comune, ha parlato dei due binari quasi mitologici 1-2 Est, ormai assegnati all’Umbria: “La situazione è dannosa per Terni perchè non aiuta chi vorrebbe venire a stabilirsi qui e anche il fatto che l’Umbria sia stata relegata nei binari periferici è un segno che si è deciso di sacrificare i nostri cittadini. Sicuramente la politica deve fare la sua parte, al di là dei colori politici.

L’intervento più forte è stato però, come prevedibile, quello di Enrica Petralla, uno dei volti del comitato Vita da pendolari: “Il problema esiste da trent’anni. Ho scelto di trasferirmi a lavorare a Roma l’anno scorso: ad inizio è stato un vanto, ora la situazione è questa. Ad Agosto 2024 è iniziato il delirio: ritardi e disservizi c’erano già prima ma il servizio si è abbassato al limite dell’accettabile. Ci sono anziani col bastone e zoppicano perchè non ce la fanno ad arrivare a quei binari. Trenitalia avrà i suoi interessi, ma il servizio pubblico va garantito: l’abbonamento è aumentato di 100 euro ma adeso su quei binari fermano anche gli intercity. Grazie al comitato abbiamo capito cosa c’è sotto e perchè non ci sentiamo tutelati. Siamo apolitici, siamo solo cittadini arrabbiati, abbiamo partecipato a tutti gli incontri e iniziato le interlocuzioni per la Regione. Ad oggi l’assessore De Rebotti è il solo col quale abbiamo potuto parlare. Nessun altro”

Poi la stoccata a Melasecche: “Noi ci lamentiamo della condizione dei treni e del fatto che arrivano ai binari 1-2 est e ci sentiamo rispondere che dovremmo essere contenti perchè qualcuno ha fatto la pensilina. A noi non interessa il colore politico, ci interessa che capiscano il disagio umano: ci interessano i fatti che finora non abbiamo visto. Chiediamo impegno e partecipazione”.

Sono intervenuti anche Michele Medori di Confartigianato, Francesco Andreani dell’ordine degli architetti di Terni, la docente universitaria Cristina Montesi, il giornalista Paolo Saraca Volpini, il dirigente Unla Giocondo Talamonti e il presidente Umru Pieluigi Bonifazi.

In alto potete rivedere la seconda giornata

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