La Lega attacca la giunta regionale sul sociale: “Vuole svuotare il welfare”

Posizione contro la delibera che toglie all'assessorato alcuni settori per trasferirli

Togliere al welfare diversi settori di azione. La scelta rischia di svuotare l’assessorato, con il trasferimento ad altre direzioni di competenze importanti. La Lega, dai banchi di opposizione in Consiglio regionale attacca la giunta di Stefania Proietti, in particolare su una recente delibera. “In questo modo – dicono dal Carroccio con una nota a firma di Riccardo Augusto Marchetti e Paola Fioronisi tolgono competenze fondamentali su immigrazione, protezione internazionale, politiche giovanili e promozione della cultura della pace; inclusione sociale, contrasto alla povertà, politiche per gli anziani, esecuzione penale esterna e istituti penitenziari; economia sociale, terzo settore e servizio civile“.

FRAMMENTAZIONE. Un lungo elenco, dunque, quello presentato dalla Lega. “A questo – si afferma – si aggiunge un elemento ancora più grave, legato al fatto che anche le politiche per i minori e per l’infanzia verranno in parte trasferite a una direzione separata da quella che gestirà le politiche familiari. Un’altra scelta miope, che va contro ogni logica di integrazione e rappresenta un vero atto politico contro la famiglia“. Quest’ultima cosa andrebbe ad annullare le politiche della precedente amministrazione: “La Legge regionale sulle politiche familiari approvata nella scorsa legislatura prevedeva espressamente l’istituzione di un dipartimento per la famiglia proprio per evitare separazioni, disgregazioni e frammentazioni“. la Lega intravede una frammentazione che non esita a definire “pericolosa“. Ne spiega i motivi: “Rischia di generare discontinuità operativa, disorientamento istituzionale e inefficacia delle risposte, proprio mentre servirebbero unità d’intenti, co-progettazione, presa in carico integrata e reale connessione tra sanità, scuola, lavoro, giustizia e terzo settore. Il sociale non è un insieme di pratiche burocratiche da distribuire in modo casuale, ma è un sistema complesso che richiede una regia forte, coerente e trasversale. Le deleghe oggi disperse sono tutte parti di un unico disegno, quello della coesione sociale e della dignità della persona“.

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