La scelta di Enel di chiudere il posto di teleconduzione di Terni rappresenta l’ennesimo atto di abbandono del territorio umbro da parte di un soggetto che, per missione e struttura, dovrebbe tutelare l’interesse collettivo prima di ogni logica di mero profitto. Presa di posizione dalla deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, sulla vicenda. Decisione che l’azienda è pronta ad assumere malgrado tutte le richieste pressanti dei sindacati e le prese di posizione unanimi espresse da Regione Umbria, amministrazioni locali e Protezione civile. “Enel – afferma la parlamentare – continua in modo unilaterale la propria marcia verso la soppressione di una funzione strategica, ignorando appelli e argomentazioni fondate sul buon senso e sulla sicurezza pubblica“.
PREVENZIONE DELLE EMERGENZE. Emma Pavanelli se la prende anche con il Governo: “Colpisce il suo silenzio. Pur detenendo una quota significativa di controllo su Enel attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, non esercita alcun indirizzo politico capace di invertire questa rotta miope e dannosa“. Un altro aspetto è legato all’importanza del posto di teleconduzione ternano, riconosciuto dalla Protezione civile come realtà in cui è importante il ruolo determinante svolto dagli operatori nella gestione delle emergenze ambientali. “Solo questi lavoratori – dice ancora Emma Pavanelli – possiedono la competenza, l’esperienza e la prontezza operativa necessarie per intervenire tempestivamente sugli impianti idroelettrici, contribuendo così alla prevenzione di gravi rischi idrogeologici. La loro funzione di interfaccia tecnica con la Protezione Civile è essenziale per garantire una comunicazione efficace e interventi mirati sul territorio, come dimostrato in occasione dell’emergenza del gennaio 2021, quando sotto la gestione di Erg si registrò un grave malfunzionamento proprio per l’assenza di presidio qualificato“. Dunque non solo problema occupazionale ma anche serio pericolo per la sicurezza idraulica dell’Umbria. Emma Pavanelli è pronta a presentare un’altra interrogazione parlamentare sulla vicenda e a chiedere a tutte le forze politiche e istituzionali di uscire dall’ambiguità e prendere posizione, in modo chiaro e netto.