“Disagi reali, risposte concrete”

“Non servono appelli astratti. Per evitare l’isolamento servono fondi, azioni precise e impegni verificabili”

LAURA PERNAZZA

Consigliera Pernazza, lei ha parlato di un tema che tocca profondamente il quotidiano. Che valutazione dà della situazione?
Siamo davanti a una questione che incide direttamente sulla vita di chi vive, lavora o studia in Umbria. Per questo non può e non deve diventare una battaglia politica di parte. Qui è in gioco lo sviluppo del territorio, la tenuta sociale, la qualità della vita di centinaia di pendolari. Ma è anche doveroso chiarire bene come siamo arrivati a questo punto.

Da cosa è dipesa, secondo lei, la situazione attuale con la linea lenta e i disagi per i pendolari?
La responsabilità va chiarita: la delibera che impone le limitazioni deriva da ART, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti. È un organismo indipendente, nominato nel 2020 durante il Governo Conte bis, e non ha nulla a che vedere con lattuale Governo nazionale. Tutti – maggioranza e opposizione – stiamo chiedendo la sospensione degli effetti di quella delibera.

Nel frattempo, cosa sta facendo la Regione?
Vorrei ricordare che sono stati acquistati 25 nuovi treni, di cui 12 destinati allUmbria. Tre entreranno in funzione già entro la fine dell’anno, gli altri entro il 2026. È un investimento importante: la Regione ha messo oltre 50 milioni su un totale di 175. Non si può dire che l’Umbria sia stata trascurata.

E per quanto riguarda la mobilità complessiva del territorio?
È in corso un grande sforzo su tutti i fronti: aeroporti, strade, infrastrutture. Ma ovviamente questo comporta anche disagi, come quelli che avremo in estate a causa dei cantieri stradali o quelli vissuti dagli studenti durante i lavori scolastici. È un prezzo da pagare, ma è finalizzato a modernizzare l’Umbria. Detto questo, è chiaro che i pendolari devono essere sostenuti concretamente, anche economicamente.

Si riferisce a rimborsi o agevolazioni per chi subisce i disagi ferroviari?
Esattamente. Ho sentito tante proposte, ma nessuna cifra concreta. E la politica deve essere sostenuta da numeri, non da slogan. Giovedì porteremo in Consiglio regionale un emendamento con un impegno economico preciso: 200.000 euro. È una proposta che arriva dalla minoranza – primo firmatario Melasecche – e che chiede alla Giunta di cofinanziare una riduzione degli abbonamenti per i pendolari.

Avete individuato una copertura per questa misura?
Sì. C’è un fondo creato con le entrate della manovra fiscale regionale – l’ho definito un “tesoretto” – che non è stato ancora utilizzato. Quella sarebbe la risorsa perfetta per finanziare una misura tangibile, ad esempio coprendo metà dei 500 euro previsti per l’abbattimento degli abbonamenti, come suggerito anche da Ferrovie. Ma nel bilancio 2025, presentato dalla nuova Giunta, non è stato stanziato neanche 1 euro per questo tema. Per il 2026, 500.000 euro e per il 2027, 7 milioni.

Oltre allaspetto economico, qual è secondo lei la priorità?
Serve concretezza. Sì, serve interlocuzione col Ministero, ma anche azioni pubbliche e negoziali efficaci. Appelli e articoli di giornale non bastano. Ci vogliono atti, bilanci, emendamenti, delibere. Serve affrontare la questione del trasporto non con retorica, ma con volontà politica verificabile. E su questo vigileremo.

Un’ultima battuta su Terni. Che ruolo gioca in questo contesto?
Terni non può e non deve rischiare lisolamento. L’Umbria intera è coinvolta, ma Terni è la punta più esposta di questo problema. Dobbiamo evitare che venga messa ai margini, e dobbiamo farlo con responsabilità bipartisan. Basta rincorse sui meriti o sui demeriti. Serve collaborazione, risorse, e una strategia concreta. Solo così difendiamo il futuro del nostro territorio.

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