Sul treno per Roma non ci sono colori politici: servono obiettivi condivisi

"Dividersi sugli esiti, non sulle soluzioni. La velocità è una battaglia di tutti”

MARCO CELESTINO CECCONI

Cecconi, qual è stata la sua posizione rispetto alla questione dei rallentamenti sulla tratta Terni–Roma?
Ho voluto portare un messaggio chiaro: basta divisioni di facciata. Qui non si tratta di difendere ruoli o bandiere, ma di garantire diritti essenziali ai cittadini. Il mantenimento di un collegamento ferroviario rapido tra l’Umbria e la Capitale deve essere una priorità condivisa. Litigare sui nomi non ha senso se poi si è d’accordo sugli obiettivi.

Lei parla di unità strategica”: cosa intende?
Intendo una coalizione concreta, operativa, che tenga insieme Regione, parlamentari, sindaci, associazioni e pendolari. Questa intesa esiste già in parte, ma va rafforzata con decisioni rapide e con una direzione chiara. Serve agire in modo compatto, non procedere in ordine sparso. La credibilità della politica si gioca qui: nel fare squadra per risolvere un problema che tocca la vita quotidiana delle persone.

Cosa dovrebbe cambiare nel metodo di lavoro delle istituzioni?
Bisogna uscire dalla logica delle promesse vaghe. Ogni passo va accompagnato da responsabilità definite, tempi certi e un monitoraggio continuo. Serve un metodo rigoroso, fatto di azioni verificabili. Le dichiarazioni di principio non bastano più: è il momento della concretezza.

Quanto conta il tono del dibattito in un contesto così delicato?
Conta moltissimo. Bisogna abbassare i toni, eliminare slogan e polemiche sterili, e parlare con chiarezza e rispetto. Ogni intervento pubblico deve essere misurabile nei fatti, non nella visibilità mediatica. I cittadini sono stanchi delle parole: vogliono risultati. E noi dobbiamo essere all’altezza di questa aspettativa.

Cosa si aspetta nei prossimi mesi?
Mi aspetto che la politica sappia mettersi al servizio di un obiettivo condiviso: garantire collegamenti veloci, sicuri e accessibili durante tutto il periodo di transizione infrastrutturale. Se ci sarà la capacità di trovare un accordo vero, solido e continuativo, allora potremo dire di aver fatto il nostro dovere. Diversamente, avremo solo perso altro tempo. E con i treni lenti, il tempo è già abbastanza poco.

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