Mobilità, università e cultura: Terni deve riconnettersi al suo futuro”

Ecco la visione di UMRU per una rinascita integrata e sostenibile della città

FEDERICA PADELLA

Padella, da dove nasce la visione dellassociazione UMRU?
Dagli incontri che abbiamo già promosso come “Il potere delle acque” e “Terni universitaria”, dove il nostro presidente Pierluigi Bonifazi ha portato il nostro contributo. Come associazione di promozione territoriale abbiamo maturato un punto di vista integrato: Terni deve cogliere le giuste opportunità nei settori della cultura, della formazione e del turismo.

Qual è il ruolo della formazione in questa visione?
Centrale. Parliamo sia di percorsi accademici – pre e post laurea – che di formazione professionale e specializzazione. Ma tutto questo può funzionare solo se supportato da un sistema territoriale moderno e interconnesso.

In che modo il turismo può contribuire a questo sviluppo?
Serve una vera trasformazione fondata su turismo sostenibile e rispetto per l’ambiente. Cultura, formazione e turismo non vanno pensati come compartimenti stagni: sono leve strategiche che insieme possono generare una crescita duratura e consapevole.

La mobilità resta però il nodo irrisolto.
Esatto. Terni si trova in una posizione strategica nel cuore della Penisola, eppure resta isolata. È una contraddizione, soprattutto se pensiamo al ruolo storico di snodo che ha avuto: ne parliamo spesso nelle nostre conferenze. Già 3000 anni fa era attraversata dalla rotta dell’ambra, una direttrice commerciale fondamentale che corrisponde in parte all’attuale E45.

Una posizione antica che non si è tradotta in infrastrutture moderne?
Proprio così. In epoca romana Terni era attraversata dalla via Flaminia, una delle arterie principali dell’Impero. Oggi, invece, i treni sono lenti, affollati e in ritardo. Non solo: siamo tagliati fuori dall’alta velocità e connessi malissimo sia con Perugia che con le Marche. Serve una rete di connessioni moderna anche per attrarre studenti e rilanciare l’idea di un polo universitario.

Come immaginate il futuro della città?
Una Terni che non si basa solo su acciaio, chimica o nucleare, ma che valorizza le sue potenzialità ambientali, paesaggistiche e culturali. Fino all’Ottocento la nostra valle era considerata tra le più belle d’Europa, descritta da molti come un “giardino dell’Eden”. L’industrializzazione ha cancellato quella fama, ma possiamo tornare a quel modello.

E la mobilità che ruolo dovrebbe avere in questo ritorno?
Non è solo un tema tecnico: è una scelta politica, una questione sociale. È la chiave per rendere Terni una città viva, centrale, competitiva. Se è possibile immaginare una centrale nucleare qui, è ancora più possibile progettare e far crescere un’università moderna, connessa all’Europa. Come avveniva, del resto, anche nel nostro glorioso passato.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Altre notizie