Nuovo botta e risposta acceso sul tema dell’inceneritore e del progetto “waste to hydrogen” a Terni, Al centro del confronto, la strategia di gestione dei rifiuti e la riconversione energetica del polo industriale, su cui si contrappongono le visioni dell’assessore allo Sviluppo Economico Sergio Cardinali, del Movimento 5 Stelle.
“Come al solito, purtroppo il M5S umbro e ternano, invece di rispondere puntualmente alle soluzioni tecniche proposte la butta in caciara”, ha dichiarato Cardinali, accusando i pentastellati di “glissare completamente una seria discussione politica” su un tema che riguarda da vicino cittadini e territorio.
L’assessore ha replicato punto per punto alle critiche ricevute, rivendicando la bontà del percorso amministrativo intrapreso:
“Scelte e autorizzazioni spettano a chi governa, non a chi si candida”, ha ricordato. Sulla centrale Edison e il suo rapporto con AST, ha sottolineato che l’accordo è nato solo in seguito alla proposta avanzata da lui e dal sindaco Stefano Bandecchi, spiegando che “Edison forniva già energia ad AST a costi agevolati grazie alla legge nazionale per le aziende energivore”.
Cardinali ha inoltre precisato che l’idrogeno prodotto dal trattamento a freddo dei rifiuti non può essere definito “green”, come spesso sostenuto dal M5S, bensì si tratterebbe tecnicamente di idrogeno blu, una forma non completamente sostenibile.
“Continuare a millantare un processo completamente green è fuorviante”, ha aggiunto, evidenziando anche la presenza irrinunciabile della discarica per le scorie di AST, ritenute fondamentali per la produzione dell’acciaio.
Sul tema, l’assessore ha lanciato un appello diretto: “Basta populismo di bassa lega. Serve un confronto tecnico che analizzi i dati e trovi soluzioni sostenibili. Mi aspetto una convocazione dall’assessore regionale sul tema”.
Non si è fatta attendere la replica del Movimento 5 Stelle, che ha accusato Cardinali di “idee confuse” e di voler scaricare responsabilità politiche.
“Vediamo un po’ di memoria corta in giro. Mettiamo due punti fermi, nero su bianco”, hanno scritto i pentastellati in una nota.
Primo: “Sulla delocalizzazione dell’acciaieria, è stato il centrodestra a riempire i programmi elettorali con questa promessa. Il M5S non l’ha mai inserita nei suoi atti ufficiali”.
Secondo: “Nel settembre 2021, Acea chiese di bruciare anche rifiuti urbani nell’inceneritore. La giunta Tesei – alleata di Alternativa Popolare – bocciò quella richiesta”.
Una stoccata diretta, quindi, anche alle alleanze politiche dell’attuale maggioranza.
Nel dibattito è intervenuto anche Guido Verdecchia, capogruppo di Alternativa Popolare in Consiglio comunale, che ha lanciato un appello all’equilibrio istituzionale:
“I ternani meritano responsabilità, non propaganda. Il tema dell’inceneritore deve essere affrontato con serietà e senza slogan”, ha dichiarato.
“Cardinali ha fornito una visione concreta, non ideologica. Il mio ruolo mi impone di chiedere chiarezza e percorsi convergenti”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di costruire soluzioni ambientali ed economicamente sostenibili.
Verdecchia ha infine chiesto la convocazione urgente di un tavolo tecnico regionale, per avviare un confronto trasparente tra Comune, Regione e tutti gli attori interessati.