Turismo, la Filcams Cgil: “Mettere a sistema tutte le realtà del territorio”

Il sindacato denuncia l’assenza di una strategia unitaria per valorizzare il territorio e tutelare i lavoratori: "Integrazione è un valore, ma ancora non lo si comprende"

In un contesto di crescente afflusso turistico, la Filcams Cgil Terni lancia un monito sull’identità territoriale e sulle condizioni lavorative nel comparto del turismo, richiamando l’attenzione su un settore in cui, troppo spesso, la flessibilità coincide con precarietà. L’organizzazione sindacale chiede con forza un intervento immediato per fermare la frammentazione del mercato del lavoro e costruire un modello di sviluppo realmente integrato e sostenibile.

Facciamo il nostro dovere nelle trattative, strappando concessioni che dovrebbero essere diritti acquisiti da tempo“, afferma il sindacato. “Ci motiva la volontà di cambiare la vita di persone vere, non di semplici dati o statistiche. È tempo di leggere nel complesso ciò che sta avvenendo sul territorio, perché la flessibilità nel turismo fa tragicamente rima con precarietà“.

Un territorio ricco, ma senza una visione comune

Secondo la Filcams Cgil, nonostante la presenza di realtà associative e Pro Loco attive nella valorizzazione del patrimonio locale, manca un’idea forte e condivisa di sistema. Le iniziative esistenti, seppur valide, appaiono scollegate e incapaci di generare una rete coesa che colleghi cultura, ambiente, sport ed enogastronomia.

Nel comunicato, si legge: “Abbiamo realtà straordinarie che necessitano di un progetto di turismo integrato: la Cascata delle Marmore, il percorso fluviale del Nera, il Lago di Piediluco, il Duomo di Orvieto, le aree archeologiche e l’enogastronomia. È un problema culturale e un’incapacità del territorio di diventare sistema, di credere nell’integrazione come valore“.

Il nodo Cascata delle Marmore

Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione della Cascata delle Marmore, uno dei principali poli turistici della città. Il sindacato lamenta il mancato riconoscimento del lavoro svolto dagli operatori del sito, in particolare durante la stagione estiva, sottolineando come le attività siano proseguite solo grazie alla competenza e alla dedizione dei lavoratori.

Fino ad oggi non siamo intervenuti, nonostante le tante dichiarazioni emerse nel passaggio di appalto”, chiarisce la Filcams Cgil. “Ma questo ci sembra il momento giusto per fare alcune considerazioni: è sembrato tutto scontato, nessuno ha ricordato da dove si veniva e quanto lavoro di programmazione e gestione fosse stato fatto. È la straordinaria capacità di azzerare ciò che c’era. Funziona così e neanche ci si stupisce più di tanto”.

Durante la stesura del nuovo bando per la gestione del sito, il sindacato aveva proposto all’ente comunale il passaggio al contratto Federculture, ritenuto più adatto a valorizzare le specificità professionali dell’area. “Nonostante non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo in questa fase, ci impegneremo per costruire le condizioni future e riconoscere alle professionalità la giusta dimensione contrattuale“, conclude la nota.

Oltre alla Cascata delle Marmore, il sindacato punta il dito contro la gestione dei luoghi della cultura, come nel caso del Caos, dove le gare al ribasso e l’assenza di una programmazione adeguata evidenziano un approccio poco lungimirante. A questo si aggiungono la mancanza di manutenzione dei percorsi naturalistici e il progressivo abbandono di giovani talenti, sintomo di un sistema incapace di trasformare la cultura in un reale motore di sviluppo territoriale.

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6 mesi fa

La CGIL come sindacato è una Ciofeca

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