Dal 24 agosto è disponibile la versione integrale in 4K del film documentario “Il terremoto di Norcia”, diretto dal regista ternano Andrea Sbarretti. L’opera, della durata di 75 minuti, ripercorre la drammatica sequenza sismica che nel 2016 colpì l’Italia centrale, provocando 303 vittime, 388 feriti e circa 41.000 sfollati. La data di uscita non è casuale: coincide infatti con l’anniversario della prima scossa, quella che alle 3:36 del 24 agosto 2016 distrusse interi borghi tra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche, cambiando per sempre il volto di queste terre.
La notte del 24 agosto un terremoto di magnitudo 6.0 devastò Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e numerose altre località. A Norcia si registrarono diversi crolli, ma fortunatamente nessuna vittima. Nei mesi successivi la terra continuò a tremare. Il 26 ottobre 2016 due forti repliche, di magnitudo 5.4 e 5.9, colpirono tra i comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera. Poi, la mattina del 30 ottobre, alle 7:40, la scossa più violenta, di magnitudo 6.5, con epicentro tra Ancarano e Castelluccio di Norcia, cancellò interi borghi come Campi di Norcia, San Pellegrino, Nottoria e la stessa Castelluccio, riducendoli a cumuli di macerie. Molte di queste località, a distanza di anni, non sono ancora state ricostruite. All’interno del cratere sono ricompresi, va ricordato anche tre comuni della provincia di Terni, ovvero Arrone, Ferentillo e Montefranco.
La provincia di Terni è in un certo senso coinvolta anche in Cittareale, uno dei comuni del reatino facente parte del cratere: la nota casa per campeggi Don Bosco del borgo reatino infatti, è di proprietà di due parrocchie di Terni, Immacolata concezione e di Gabelletta, verrà demolita e ricostruita, dopo che ne era stata certificata l’inagibilità a seguito del terremoto. Per questo motivo, fra l’altro verrà oragnizzata una grande festa d’addio in loco, a cura delle due parrocchie, il prossimo 30 settembre.
Il docufilm
Il documentario di Sbarretti affronta questi eventi con un approccio essenziale, asciutto, privo di retorica. Non c’è colonna sonora a guidare lo spettatore né artifici che possano alterare la percezione della realtà. Le immagini, in altissima definizione, raccontano da sole la potenza del sisma e le conseguenze ancora visibili nei territori colpiti. Le uniche musiche presenti sono quelle diegetiche, registrate dal vivo nei luoghi del terremoto, per mantenere intatta l’autenticità delle testimonianze. Il regista sceglie un linguaggio sobrio, quasi silenzioso, che lascia spazio alle voci delle persone, ai silenzi dei paesi distrutti, alle emozioni di chi ancora oggi porta dentro di sé le cicatrici di quei giorni.
“È un cinema del reale – spiega Sbarretti – che non pone domande e non dà risposte, ma si limita a registrare la vita così come appare davanti alla macchina da presa”. Il film mette in luce non solo le distruzioni materiali, ma anche le difficoltà burocratiche della ricostruzione e, soprattutto, il problema più complesso: mantenere vivo il tessuto sociale delle comunità colpite, costrette a convivere con lo spopolamento, la perdita di identità e la frammentazione della memoria collettiva.
“Il terremoto di Norcia” ha già ricevuto numerosi riconoscimenti in festival e rassegne cinematografiche. Al Terni Film Festival, l’opera si è aggiudicata il premio per la miglior produzione locale, confermando Andrea Sbarretti come una delle voci più autorevoli del documentario contemporaneo italiano. L’uscita della versione integrale in 4K segna un momento importante non solo per la memoria storica, ma anche per il cinema che sceglie di raccontare il reale senza filtri, dando dignità alle persone e ai luoghi che hanno vissuto la tragedia. Il film può essere visto a questo link.
Le parole della presidente Proietti sul sisma
Così la presidente di Regione Stefania Proietti sull’anniversario del sisma. “Grazie anche al supporto e alla presenza costante del commissario Castelli, stiamo ottenendo risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che avranno un tangibile impatto, non solo dal punto di vista simbolico, quando il 30 ottobre prossimo potremo riconsegnare a Norcia e a tutto il mondo la Basilica di San Benedetto finalmente terminata. Continueremo a lavorare affinché, di pari passo con la ricostruzione materiale vi sia una rigenerazione della comunità, ricreando socialità, facendo tornare i giovani nelle zone del cratere, e continuando così ad accompagnare in modo fattivo ripartenza dell’economia.
Lo faremo in un’ottica di Italia mediana, cercando di trasformare quello che oggi è il cratere sismico in un legame tra le regioni del centro Italia (Umbria Marche Abruzzo Lazio) che possa diventare strutturale e potenziare così infrastrutture e servizi. Tutti i nostri sforzi sono rivolti alla prevenzione: stiamo adottando tecniche innovative e le soluzioni tecnologiche più avanzate ed ecosostenibili, da Castelluccio alla Basilica di San Benedetto, dalle scuole agli ospedali, per diventare apripista della prevenzione più spinta, perché le nostre terre possano convivere con la fragilità e la sismicità garantendo la maggiore sicurezza e i minori rischi per le persone e per la vita. Guardiamo con fiducia ai prossimi anni, nella certezza che stiamo impiegando ogni nostra energia e tutte le risorse necessarie”.