Sindacati sul piede di guerra e pronti alla manifestazione a difesa del presidio di Teleconduzione dell’Enel. Il prossimo 5 settembre alle 10 Filctem Cgil, Flaei Cisl e Ultec Uil si ritroveranno davanti alla centrale di Galleto per difendere il posto di teleconduzione contro la volontà manifestata da Enel di dismetterlo per trasferire a Montorio al Vomano il controllo da remoto.
Una manifestazione indetta dopo che nella sorpresa più generale, i tecnici della Regione hanno dato l’ok alla chiusura del sito, andando persino contro la posizione ufficiale della Giunta, che invece, facendo fronte comune con Comune e Provincia si è schierata a difesa del presidio. Una decisione tecnica che i sindacati definiscono “sconcertante”, soprattutto alla luce della posizione contraria di Palazzo Donini.
Alla manifestazione, cui sono stati invitati tutti i parlamentari regionali di qualunque schieramento, oltre agli onorevoli umbri, prenderà parte anche il Comune. L’assessore allo sviluppo economico Sergio Cardinali ha indetto una conferenza stampa per illustrare la posizione di Palazzo Spada, peraltro già nota ma ribadita con forza. “Non entro nel merito tecnico, è una scelta di Enel, ma non la condividiamo. Si tratta di una scelta che si ripecuoterà sull’assetto idrogeologico del territorio. Le decisioni di Terni, devono essere prese a Terni: nessun ente esterno può decidere cosa serve alla città. L’economia di questo territorio ha bisogno delle multinazionali, ma devono rispettare quelle che sono le caratteristiche del territorio”., sottolinea Cardinali, ricordando come “Se dovesse esserci una piena che fa tracimare le dighe e quindi il lago, chi prende la decisione di chiudere gli argini? Una cabina di controllo che sta in Abruzzo?”.
Da qui il coinvolgimento del ministro Urso e di quello alla protezione civile Piantedosi: “Devono intervenire – dice Cardinali – non può essere solo una questione di razionalizzazione economica. Ci sono le istituzioni compatte su questo, abbiamo fatto riunioni e c’è un fronte comunale. Ora ci ritroviamo con questo parere tecnico che di fatto chiude un posto di teleconduzione: una decisione assunta senza consultare le parti coinvolte”. E ribadisce: “Senza un posto di gestione, non ci sarà più territoriale su ciò che avviene quando ci sono eventi straordinari, a cui ormai siamo assolutamente abituati, vedi il caso di Narni dove il sindaco ha dovuto chiudere le Gole del Nera per i rami che provocavano ostruzione”
E ancora: “Chiederemo subito alla presidenza del consiglio un tavolo di confronto e saremo in prima linea con i sindacati a difesa del territorio. Su questo non abbasseremo la guardia”