Pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine dopo Ternana-Ascoli: decine di feriti, immagini al vaglio

La protesta degli ultras contro la società è sfociata in violenza: in corso le indagini della Digos

Si indaga sulla contestazione andata in scena fuori dai cancelli dello stadio Liberati al termine di Ternana-Ascoli, con lanci di petardi e fumogeni, sassaiola e gli agenti in assetto anti-sommossa.

Secondo quanto emerge – ne riferisce UmbriaOn – almeno dieci operatori delle forze dell’ordine sono rimasti contusi o feriti negli scontri ma Il numero dei feriti – fra agenti di Polizia e Carabinieri– potrebbe aumentare nelle prossime ore, a seguito dei referti medici che saranno prodotti anche fuori città, nei luoghi di provenienza degli agenti coinvolti. Le prognosi, al momento, si attestano in media tra i 10 e i 15 giorni.

Destinatario della protesta il presidente e attuale proprietario della Ternana Stefano D’Alessandro, già fortemente contestato nel corso del match: i manifestanti probabilmente pensavano ad una sua presenza allo stadio, ma l’imprenditore romano non c’era.

Il punto nevralgico della protesta è stato l’ingresso che conduce all’area degli spogliatoi dello stadio, dove era previsto il passaggio del pullman dell’Ascoli. In quel punto si sono verificati i disordini maggiori.

La ricostruzione fornita da fonti di polizia evidenzia due interventi distinti delle forze dell’ordine per contenere i disordini. La prima carica, definita “di alleggerimento”, sarebbe stata effettuata per disperdere il primo gruppo di circa 130-150 persone radunatesi davanti ai cancelli. Dopo essersi ricompattati, i manifestanti sono stati nuovamente respinti con una seconda carica, ritenuta necessaria per evitare ulteriori escalation.

Un grupetto di tifosi è comunque rimasto fuori dai cancelli per molto tempo, anche oltre un’ora dopo la fine della partita: quando i giornalisti hanno lasciato lo stadio al termine della conferenza stampa del tecnico Liverani era quasi mezzanotte e molti di loro erano ancora lì, controllati dalle camionette di Polizia e Carabinieri.

Come abbiamo riferito, c’è stata una sassaiola, contro le forze dell’ordine, ma anche un lancio di bottiglie vuote. La Digos della questura di Terni sta conducendo le indagini, anche grazie alla visione dei filmati delle telecamere presenti in zona. Il lancio di fumogeni all’interno dello stadio sarà punito sicuramente con una multa (probabilmente almeno 2000 euro, come d’abitudine in questi casi), mentre quelli lanciati all’esterno avranno conseguenze penali. Polizia e Carabinieri, intervenuti sul posto, passeranno all’identificazione dei lanciatori, ed è plausibile che possa scattare il Daspo per diversi di loro. Certamente invece, la multa è quanto di peggio possa capitare ad una società con le casse vuote, cosa che fa ancora più rabbia.

Foto di copertina: frame da video di Tele Galileo

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6 mesi fa

Non tutti.

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6 mesi fa

I soliti “tifosi” della ternana

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