Il primo nemico delle nostre ferrovie lo abbiamo creato in Italia

Dalla storia familiare sui binari al presente complicato: serve advocacy, non lamentele

MAURO DE ANGELIS

Mauro De Angelis, lei ha un rapporto lunghissimo con le ferrovie. Da dove nasce?

Mio nonno fu assunto nel 1919, mio padre nacque in un casello sulla Roma – Ancona e io ho viaggiato in treno da ragazzo con biglietti da 3000 km per girare l’Italia. È parte della mia vita.

Dopo sessant’anni da utente, come giudica la situazione attuale?

Non parlerei di peggioramento assoluto: alcune cose sono migliorate. Ma oggi siamo in grande difficoltà. La direttissima è intasata e mantenere il suo utilizzo è vitale.

Lei sostiene che le responsabilità non sono solo esterne.

Certo. Prima di preoccuparci dei francesi o dei tedeschi, ricordiamo che il primo nemico l’abbiamo creato noi: Italo. Voluto da Montezemolo e Della Valle, ha spaccato il sistema e poi è stato venduto agli americani.

L’Umbria che colpe ha?

Tante. Perugia non ha mai spinto davvero per aprire la regione, non ha insistito sul raddoppio Perugia–Firenze, non ha gestito bene i fondi per la Terni–Spoleto. Risultato: fallimenti di imprese e infrastrutture incompiute. Oggi paghiamo quelle scelte. 

E rispetto ad altri territori come sta Terni?

Meglio di Viterbo, Rieti o Frosinone. In passato avevamo treni veloci come il Pendolino o la Freccia del Gran Sasso che in meno di un’ora arrivavano a Roma. Anche oggi, se vogliono, i treni ci mettono meno di un’ora. 

Dove vede le criticità più gravi del sistema?

Nello spacchettamento delle ferrovie: RFI, Grandi Stazioni, mille poltrone, tanti soldi spesi e pochi problemi risolti. E nella rete interna, inadeguata: basta vedere Terni–Foligno, dove si viaggia a fatica.

Cosa consiglia a chi affronta ogni giorno i disagi da pendolare?

Continuare a fare pressione, advocacy seria. E una battuta: portarsi sempre un libro.

Quei 20 minuti in più sulla lenta possono diventare tempo guadagnato per leggere, perché comunque, nel complesso, i treni oggi vanno più veloci e più comodi di ieri.

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