I treni regionali continueranno a viaggiare sulla Direttissima Roma-Firenze fino alla fine del 2026, con una possibile estensione parziale anche nel 2027. Lo ha annunciato Nicola Zaccheo, presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), ponendo fine a settimane di tensioni tra istituzioni locali, pendolari e gestori della rete.
La decisione arriva dopo un’estate di forte mobilitazione, soprattutto da parte delle Regioni coinvolte e delle associazioni dei viaggiatori abituali. Al centro del dibattito c’era il rischio di esclusione dei treni regionali dalla rete AV, che rappresenta un’infrastruttura più efficiente e moderna rispetto alla linea convenzionale. La Direttissima Roma-Firenze, infatti, consente collegamenti rapidi e più affidabili, fondamentali per migliaia di pendolari.
Uno dei nodi critici emersi riguarda la capacità della rete ferroviaria, attualmente messa sotto pressione da cantieri aperti e congestione sulle tratte ad alta velocità. Le difficoltà nel gestire le tracce orarie hanno alimentato il timore che i treni regionali potessero essere progressivamente penalizzati, con ripercussioni dirette sulla qualità del servizio.
Secondo Zaccheo, la situazione si è stabilizzata grazie a una delibera ordinatoria emessa nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), la quale ha accolto le prescrizioni formulate dall’Autorità. Questo ha permesso di ripristinare una gestione più equilibrata e di evitare una possibile esclusione dei convogli regionali dalla Direttissima.
Nel frattempo, lo scenario ferroviario italiano si prepara a nuovi cambiamenti, con l’annuncio dell’arrivo di operatori esteri, in particolare francesi, nel mercato dell’alta velocità. Un’ulteriore sfida per la gestione della rete, che dovrà essere affrontata garantendo trasparenza e parità di trattamento tra i diversi soggetti.
Zaccheo ha confermato che l’accesso alla rete sarà regolato in maniera equa, senza favoritismi né deroghe, sulla base della capacità disponibile e nel rispetto delle condizioni tecniche. L’obiettivo è quello di preservare un sistema ferroviario competitivo, ma anche inclusivo, capace di rispondere sia alle esigenze dei grandi operatori che a quelle dei territori e dei pendolari.