Automotive, l’allarme dal tavolo regionale: in soli due mesi raddoppiate le aziende in crisi

Numeri allarmanti per il comparto: forte aumento della cassa integrazione straordinaria e oltre 370 lavoratori ulteriori coinvolti. Cis, Fim e Femca: "Non possiamo limitarci a tamponare l’emergenza, dobbiamo accompagnare la transizione con strumenti mirati"

Nel pomeriggio del 22 settembre 2025 si è riunito il Tavolo regionale dell’automotive, alla presenza dell’assessore Francesco De Rebotti, del dirigente Adriano Bei e di Simone Campani di Sviluppo Lavoro Italia.

L’incontro ha aggiornato il quadro già presentato ad aprile: i dati di giugno segnalano una flessione ulteriore del comparto, con un passaggio da 4 a 7 aziende che hanno aperto una procedura di Cassa integrazione straordinaria. Sono 768 i lavoratori coinvolti, ben +376 rispetto ad aprile. “Il numero, purtroppo, potrebbe salire ulteriormente nelle prossime settimane” è stato evidenziato nel corso della riunione.

La Regione ha espresso la volontà di rafforzare gli strumenti esistenti, come il bando Gol, e di introdurre nuovi bandi di formazione continua specifici per il settore. È allo studio anche la possibilità di ripetere l’esperienza della cassa in deroga.
“Non possiamo limitarci a tamponare l’emergenza, dobbiamo accompagnare la transizione con strumenti concreti e mirati” ha dichiarato l’assessore De Rebotti, annunciando la creazione di una Task force per la gestione delle crisi industriali nell’ambito della riorganizzazione del proprio assessorato.

Cisl Umbria, Fim Umbria e Femca Umbra in una nota esprimono un giudizio positivo sul lavoro del tavolo di monitoraggio, riconoscendo che fornisce “uno spaccato della situazione umbra”. Tuttavia, i sindacati hanno sollecitato un’attenzione specifica anche alle piccole e medie imprese collegate, soprattutto nel comparto artigiano.

Come Cisl è stato ribadito che occorre puntare sulla formazione upskilling e reskilling certificata, condivisa con le organizzazioni sindacali, per individuare e promuovere nuove figure professionali attrattive. “Insieme dobbiamo essere in grado di promuovere azioni condivise verso una transizione giusta, che accompagni i cambiamenti produttivi senza lasciare indietro nessuno”, è stato sottolineato.

Tra le richieste anche quella di ammortizzatori sociali aggiuntivi rispetto a quelli di legge (cassa integrazione in deroga e mobilità in deroga), oltre alla valorizzazione della Zes – Zona Economica Speciale, vista come possibile leva per stimolare investimenti attraverso agevolazioni fiscali, semplificazioni normative e supporto agli investimenti.

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